Olio: exploit in Cina, calo in UK

Olio: exploit in Cina, calo in UK

Aumenta del 41% l'export di olio di oliva italiano sul mercato cinese, mentre diminuisce dell'11% in Gran Bretagna. "Colpa delle etichette a semaforo" denuncia Unaprol

Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

31

Gennaio
2018

Con un giro di affari da oltre 40 milioni di euro, l'olio di oliva italiano segna una crescita del 41% nel mercato cinese: lo ha stimato la Coldiretti, su dati ISTAT. “Siamo parlado di un mercato in via di sviluppo che registra una crescita annua impressionante e che diventerà sempre più centrale - spiega David Granieri, presidente di Unaprol. - Il desiderio di un’alimentazione sana e di una dieta equilibrata stanno modificando le abitudini di consumo dei cinesi. L’olio extra vergine di oliva italiano rimane un punto di riferimento per qualità e sicurezza, ma la concorrenza è agguerrita e, oltre alla Spagna, nuovi attori si stanno inserendo nel mercato. Per questo è fondamentale promuovere la cultura del consumo consapevole dell’olio extra vergine di oliva di qualità e sviluppare strategie di marketing adeguate per valorizzare il prodotto simbolo della dieta mediterranea”.

Situazione opposta invece in Gran Bretagna dove le esportazioni di olio extra vergine di oliva, nel 2017, hanno fatto registrare un calo dell’11% a causa dell’etichettatura a semaforo. “Un sistema fuorviante, sbagliato e poco trasparente che discrimina i prodotti di alta qualità, disorienta i consumatori e penalizza pesantemente le eccellenze del made in Italy” - ha concluso Granieri.


Condividi su: