Oli minerali negli alimenti: contaminazioni e fonti

Oli minerali negli alimenti: contaminazioni e fonti

La migrazione degli oli minerali da carta e cartone riciclati negli alimenti è un tema emergente a livello europeo. Quali i limiti, i pericoli, la regolamentazione in proposito. Ne abbiamo parlato con Paolo Matteini, responsabile Ricerca e Sviluppo di Silliker Italia

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Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

25

Marzo
2012

Gli oli minerali in grado di migrare da carta riciclata negli alimenti e presenti negli inchiostri, hanno attirato l’attenzione di molti attori del mondo alimentare, dall’Efsa alle aziende di prodotto finito, dai legislatori dei singoli Paesi alle società che si occupano di analisi. In attesa di sapere i rischi per la salute dell’uomo e le regole che l’Unione europea vorrà darsi, cerchiamo di capire lo stato dell’arte del problema grazie alle risposte di Paolo Matteini di Silliker Italia, azienda attiva nel campo della sicurezza e della qualità alimentare.

Un tema di grande attualità, soprattutto a livello europeo, è quello riguardante gli oli minerali presenti in carta e cartone riciclati e nell’inchiostro che possono migrare negli alimenti. Ci può spiegare cosa sono gli oli minerali?

Gli oli minerali oggetto di attenzione, sono essenzialmente idrocarburi, un gruppo molto eterogeneo di sostanze costituite da catene di atomi di carbonio e idrogeno (classificate in funzione del numero C di atomi di carbonio). In genere sono tutti derivati dal petrolio, e comprendono composti saturi o insaturi, con struttura lineare, ramificata, ciclica, aromatica. Gli oli minerali appartengono a due diverse categorie: MOSH - idrocarburi saturi, sia lineari che ramificati, e MOAH - idrocarburi aromatici, costituiti da uno o più anelli benzenici con catene di idrocarburi.

In che modo gli oli minerali riescono a migrare negli alimenti?

Il cartone riciclato con cui vengono costituiti gli imballaggi è una importante fonte di contaminazione. Gli oli minerali MOSH e MOAH più leggeri (e più tossici) migrano dal cartone fino agli alimenti attraverso l’aria, tramite un meccanismo di evaporazione e di ricondensazione nell’alimento, anche in presenza di barriere di plastica. Gli oli minerali pesanti (C>24), invece, non migrano e rimangono sull’imballaggio. Purtroppo, oltre alla migrazione da carta e cartone, sono possibili molteplici altre fonti di contaminazione. Ad esempio, nei processi  industriali gli oli minerali sono utilizzati come agenti antiaderenti per dolci e prodotti da forno, oppure per trattamenti anti-polvere per cereali e mangimi. I pesticidi vengono dispersi sulle colture emulsionati con oli minerali. Caffè, cacao, soia, noccioline, cereali possono essere contaminati dai sacchi di juta (oleata) usati per il loro trasporto. La fauna ittica, come ben noto, può essere contaminata da perdite o sversamenti petroliferi. Sono state documentate anche frodi alimentari, in cui oli vegetali commestibili (girasole) sono stati addizionati con oli minerali.

Sono pericolosi per la salute dell’uomo? Che evidenze scientifiche vi sono in tal senso?

I MOAH sono ritenuti più tossici rispetto ai MOSH, per via degli anelli benzenici che contengono, ma non vi sono al momento evidenze sulla loro cancerogenicità. MOSH e MOAH si distinguono ulteriormente in “leggeri” (C ≤ 24) e “pesanti”(C > 24). Anche qui esiste un’importante differenza, poiché i leggeri sono ritenuti molto più tossici dei pesanti, secondo lo studio 59th JECFA (2002).

Esiste una regolamentazione europea riguardo la tollerabilità della presenza degli oli minerali negli alimenti?

Attualmente, non esiste una regolamentazione europea che stabilisca i limiti di oli minerali in alimenti, né esistono metodi analitici ufficiali. Però nell’ottobre 2010 la Commissione europea ha chiesto all’EFSA di valutare i rischi per la salute umana connessi all’olio minerale contenuto negli alimenti per decidere in merito alla necessità di misure regolamentari. Nell’attesa di un limite, gli studi effettuati finora hanno considerato come riferimento un valore di ADI (Acceptable Daily Intake) pari a 0,01 mg/kg bw (10 milligrammi al giorno per chilo di peso corporeo), stabilito nel 2002 dal 59th JECFA (Joint FAO/WHO Committee on Food Additives), che si riferisce però soltanto ai MOSH. Questo valore, peraltro non ancora confermato, è messo anche in discussione da alcuni tossicologi.

Svizzera e Germania hanno posizioni avanzate; ce ne può parlare?

In Svizzera è stato recentemente pubblicato un decreto che stabilisce i limiti di inchiostri (importanti fonti di contaminazione), mentre la BfR (Istituto Federale Tedesco per la Valutazione del Rischio) prevede di regolamentare gli imballi di carta e cartone. Inoltre, sulla base del dato di JECFA, la Germania ha pubblicato una bozza di emendamento della “German Commodities Regulation”, diffusa nel maggio 2011 e che propone limiti per gli oli minerali (sia MOSH sia MOAH) pari a 0,6 mg/Kg di alimento (MOSH) e 0,15 mg/Kg di alimento (migrazione di MOAH). Limiti molto bassi, quindi, considerando ad esempio che ci sono pesticidi che hanno limiti di legge superiori a questi. Ad oggi però non si hanno informazioni precise sull’entrata in vigore di tale emendamento.

In Italia come ci si pone dal punto di vista legislativo e pratico nei confronti di questo problema emergente?

Riteniamo che le iniziative italiane saranno adempimenti delle prossime normative europee. Alcune grandi aziende italiane ed europee stanno, però, anticipando la normativa, quantificando MOSH e MOAH nei loro alimenti e materie prime, cercando anche di identificare le fonti delle loro eventuali contaminazioni.

Che competenze e servizi offre Silliker alle aziende agroalimentari in riferimento alla migrazione e alla contaminazione da oli minerali?

Silliker conduce ricerca di oli minerali su carta, cartone, materie plastiche e alimenti secchi (pasta, cereali, cacao) con il metodo on-line HPLC-GC-FID sviluppato da Konrad Grob, del Kantonales Labor Zurich in Svizzera.  Il dottor Grob, noto scienziato europeo, collabora con EFSA e BfR, e ha molta influenza sugli aspetti normativi e scientifici dei “Food Contact Materials” (prodotti da imballaggio, ma non solo). Il metodo on-line è caratterizzato da alta automazione, e da ottima accuratezza e precisione, dimostrate con apposite prove in laboratorio e attraverso confronti con altri laboratori, e lo stiamo presentando in vari convegni scientifici in Italia e a livello internazionale. In questo momento stiamo ampliando la casistica delle matrici analizzabili, includendo alimenti più complessi quali pizza, prodotti dolciari e altro ancora. Le prove finora effettuate su campioni reali confermano in pieno l’ampia diffusione delle contaminazioni da oli minerali negli alimenti e negli imballaggi e l’origine di tali contaminazioni spesso non è chiara. Silliker Italia può supportare i propri clienti anche con determinazioni specifiche e studi ad hoc per comprendere e per localizzare le fonti di contaminazione, per esempio consigliamo al cliente di condurre le analisi sia sugli imballaggi (carta / juta / plastica) sia sull’alimento, oppure proponiamo opportuni shelf life sugli alimenti e sugli imballaggi, o studi sulle barriere protettive in plastica. Un grande laboratorio come il nostro quindi si dimostra di supporto alla sanità pubblica prima ancora che il legislatore si pronunci, collaborando con le grandi aziende per evidenziare e circoscrivere tutte le contaminazioni degli alimenti.


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