Oleificio Zucchi incanta con la blending experience

Oleificio Zucchi incanta con la blending experience

Un’esperienza sensoriale avvolgente proposta da Oleificio Zucchi sotto la regia di Giovanni Zucchi

Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

22

Febbraio
2018

Con 300mila tonnellate in media di olio da olive prodotto, l'Italia non è in grado di soddisfare il consumo interno di circa 600mila tonnellate e l'esportazione di circa 400mila tonnellate, rendendo così inevitabile il ricorso a oli di provenienza straniera.

Da qui nasce l'esigenza di sapere miscelare e accostare oli da cultivar e provenienza diverse, conoscendo profumi e gusto che ogni anno cambiano per le caratteristiche e la disponibilità, che i produttori italiani hanno affinato per oltre cent'anni.

A Pizzighettone, nel cremonese, l'Oleificio Zucchi, fondato nel 1810, ha fatto dell'arte del blending il suo fiore all'occhiello, grazie alla presenza di un team di assaggio e cernita, creato da Giovanni che insieme ad Alessia Zucchi hanno scelto un nuova struttura organizzativa che ha permesso un processo di internazionalizzazione, di restyling e di riposizionamento.

Per garantire la qualità dei propri blend l'azienda lombarda ha intrapreso un progetto di aggregazione della filiera intorno ai valori di eccellenza, sostenibilità ed equità. Il progetto ha preso le mosse con il disciplinare volontario garantito da Legambiente e con la certificazione di filiera ISO 22005 della gamma ottenuta nel 2015, riproponendosi di estendere questa best practise a tutti i prodotti.

Per coinvolgere i consumatori, gli addetti, i clienti, la stampa e in generale gli operatori del settore, l'Oleificio Zucchi condivide l’expertise bicentenaria della sua arte di fare l’olio organizzando delle interattive blending experience in cui i partecipanti hanno la possibilità di sperimentare in prima persona quali sono le caratteristiche di un olio e imparare a creare un proprio blend a partire da cultivar differenti, dando vita a un prodotto dalle sfumature uniche e ispirato alla propria fantasia.

Questo progetto di diffusione è condiviso con l'Università di Studi di Bologna, la Scuola de La Cucina Italiana, il FAI, la Fondazione Symbola, Legambiente e l'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo.


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