"Oggi ci sono le condizioni per l’economia circolare"

Costa: coloro che vi investono hanno un indice di rischio più basso. Il 2021 sarà cruciale per l'ambiente

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13

Gennaio
2021

"Nel prossimo quinquennio sarà richiesto dalle imprese il possesso di competenze green da parte di oltre 1,6 milioni di lavoratori, circa il 62% del fabbisogno: è una dimostrazione evidente del cambio di paradigma, dall’economia lineare all’economia circolare. Oggi ci cono le condizioni culturali, politiche e governative". Lo ha affermato il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa intervenendo al webinar sul diritto alla riparazione e al riuso e sull’economia circolare quale unica strada percorribile per un futuro sostenibile che si è svolto lo scorso 11 gennaio

Il Ministro ha ricordato che nel 2018 è stata assegnata al suo dicastero la competenza sull’economia circolare, insieme al Ministero dello Sviluppo Economico e nel 2020 è stata creata la Direzione generale per l’economia circolare: "Questo va di pari passo - ha osservato Costa - con il quadro dell'Unione europea; nell’ambito del regolamento UE sulla tassonomia, abbiamo costruito gli indici della green finance, tra cui l’indice della circolarità della materia: coloro che vi investono hanno un indice di rischio più basso. Siamo i primi in Europa ad applicare tutto questo in via sperimentale".
Costa ha concluso affermando che "il diritto alla riparazione si fonde con il diritto all’economia circolare. L’aiuto di oggi deve diventare l’ordinario di domani e ciò sarà possibile anche grazie al PNRR, il Piano nazionale di ripresa e resilienza, nel quale è presente una grande fetta di economia circolare".

Segnaliamo che il tema dell'economia circolare sarà discusso anche nelle ministeriali del G20 Ambiente, clima, energia presieduti dall'Italia, che si svolgeranno a Napoli, 22-23 luglio 2021.

2021 anno cruciale per l’ambiente

Un anno fondamentale per il clima e l’ambiente, il 2021, come ha annunciato il 12 gennaio in audizione il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, nella seduta comune delle commissioni Ambiente del Senato e della Camera: sono in programma, pur con l’incertezza dovuta al Covid-19,

  • l’assemblea della Nazioni Unite per l’ambiente,
  • la conferenza ONU sugli oceani,
  • le tre Conferenze delle Parti delle tre convenzioni figlie della conferenza di Rio del 1992: COP26 sul cambiamento climatico, COP15 sulla biodiversità e sulla desertificazione.

Sono anche previsti il congresso dell’Unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN) e il summit delle Nazioni Unite sui Sistemi Alimentari. Da notare che nel 2021 prende avvio il decennio dell’ONU per il ripristino dell’ecosistema.

Costa ha osservato che "il nuovo scenario pandemico porta un elemento che inevitabilmente finirà sul tavolo della Youth4Climate, della pre-COP e della COP26: l’ambizione climatica dovrà  auspicabilmente diventare un elemento essenziale delle misure e dei piani per la ripresa post-Covid".

La pre-COP sarà ospitata a Milano dal 30 settembre al 2 ottobre. Lì, ha evidenziato il Ministro, "puntiamo a portare, a livello di ministri, Paesi chiave come Cina, India, Brasile, Indonesia, Russia, Sud Africa, Arabia Saudita. Averli alla pre-COP ci consentirebbe di giocare con efficacia e profitto il ruolo di facilitatori della COP vera e propria. Alcuni li ho incontrati, altri li incontrerò nelle prossime settimane".

Il Ministro Costa sarà in febbraio a Washington per incontrare l’omologo statunitense, una volta completata la formazione del nuovo governo USA che assume una conformazione più favorevole dopo la dichiarazione del presidente eletto Biden di voler rientrare nell’accordo di Parigi.

Per quanto riguarda la Youth4Climate, Costa ha notato: "i temi che stanno emergendo sono i temi che fanno parte dell'agenda della COP26: l’ambizione innanzitutto, che è peraltro la questione maggiormente sentita dalle giovani generazioni che ci spingono a fare di più e presto".

Costa ha poi voluto segnalare la sottoscrizione, avvenuta nel dicembre scorso, di un accordo di cooperazione con la direttrice generale dell’UNESCO, Audrey Azoulay, per dare vita a una task force internazionale per la difesa e la conservazione delle riserve naturali e degli ecosistemi, l’attuazione  del programma sperimentale "Caschi Verdi per l’ambiente" e lo sviluppo della prima rete di esperti altamente qualificati in campo ambientale.


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