Obbligo di indicare in etichetta l'origine per tutti gli alimenti

Obbligo di indicare in etichetta l'origine per tutti gli alimenti

Passa l'emendamento al DL Semplificazioni. In Europa questa imposizione è riferita solo a carne bovina, miele e uova. Plaudono gli agricoltori, criticano gli industriali

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Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

24

Gennaio
2019

Approvato dalle Commissioni Lavori pubblici e Affari costituzionali del Senato l'emendamento "Made in Italy" che dispone l'obbligo di indicare in etichetta l'origine di tutti gli alimenti superando l'attuale obbligo solo per pelati e concentrati di pomodoro, latte e derivati, riso, grano della pasta e pollo. A livello UE riguarda invece la carne bovina, il miele e le uova.

I commenti

Negativo il parere di Federalimentare: "le norme che possono migliorare le informazioni per i consumatori sui prodotti alimentari sono fondamentali ma, in materia di etichettatura devono essere discusse e condivise a livello europeo e non solo italiano", afferma il presidente Ivano Vacondio.

"La difesa della trasparenza dei prodotti e dell'informazione dei consumatori è sacrosanta a maggior ragione quando riguarda la difesa del nostro Made in Italy - precisa il presidente - ma la questione dell'etichettatura è materia armonizzata a livello europeo; questo proprio per evitare di introdurre obblighi valevoli per le sole imprese nazionali che, in questo modo, sarebbero le uniche a sostenere l'aggravio dei relativi costi, trovandosi così in svantaggio competitivo rispetto alle altre imprese dell'Ue che non si vedrebbero applicare tale normativa". Secondo Vacondio "la tendenza all'introduzione di norme nazionali su materie armonizzate a livello comunitario è penalizzante e nociva per il nostro Paese. Per questo, Federalimentare auspica una modifica della proposta attuale e una riapertura del dibattito in sede europea".

L’etichettatura di origine obbligatoria degli alimenti, spiega Coldiretti, è stata introdotta per la prima volta in tutti i Paesi dell’Unione Europea nel 2001 dopo l’emergenza mucca pazza nella carne bovina per garantire la trasparenza con la rintracciabilità e ripristinare un clima di fiducia. "Da allora molti progressi sono stati fatti anche grazie al pressing della Coldiretti ma resta l’atteggiamento incerto e contradditorio dell’Unione Europea che obbliga a indicare l’origine in etichetta per le uova ma non per gli ovoprodotti, per la carne fresca ma non per i salumi, per la frutta fresca ma non per i succhi e le marmellate, per il miele ma non per lo zucchero".

Una misura importante quindi per Coldiretti anche di fronte al ripetersi di scandali alimentari nell’UE dove "si sono verificati nel 2018 quasi dieci allarmi sul cibo al giorno che mettono in pericolo la salute dei cittadini e alimentano psicosi nei consumi".
"Le maggiori preoccupazioni – precisa Coldiretti – sono proprio determinate dalla difficoltà di rintracciare rapidamente i prodotti a rischio per toglierli dal commercio con un calo di fiducia che provoca il taglio generalizzato dei consumi che spesso ha messo in difficoltà ingiustamente interi comparti economici, con la perdita di posti di lavoro. Secondo una ricerca dell’organizzazione europea dei consumatori il 70% dei cittadini europei (82% in Italia) vuole conoscere da dove viene il cibo sulle loro tavole, che diventa 90% nei casi di derivati del latte e della carne".


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