O pizzaiuolo è Patrimonio dell'Umanità

O pizzaiuolo è Patrimonio dell'Umanità

L'Unesco, con voto unanime, ha inserito l'Arte del pizzaiolo napoletano nella nella World Heritage List degli elementi immateriali culturali

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07

Dicembre
2017

Tutti soddisfatti per il riconoscimento arrivato dall'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura: "L'arte del pizzaiolo napoletano è patrimonio culturale dell'Umanità". Lo ha annunciato così il Ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Maurizio Martina su Twitter. "Vittoria! Identità enogastronomica italiana sempre più tutelata nel mondo", sottolinea. Dopo otto anni di negoziati internazionali, a Jeju, in Corea del Sud, voto unanime del Comitato di governo dell'Unesco per la sola candidatura italiana, riconoscendo che la creatività alimentare della comunità napoletana è unica al mondo.

La candidatura era stata avviata proprio dal MiPAAF nel marzo 2009 ed è stata condotta da un gruppo di esperti guidato dal professor Pier Luigi Petrillo e con il supporto delle Associazioni dei pizzaioli e della Regione Campania.
Per l'Unesco, si legge nella decisione finale

"il know-how culinario legato alla produzione della pizza, che comprende gesti, canzoni, espressioni visuali, gergo locale, capacità di maneggiare l'impasto della pizza, esibirsi e condividere è un indiscutibile patrimonio culturale. I pizzaioli e i loro ospiti si impegnano in un rito sociale, il cui bancone e il forno fungono da palcoscenico durante il processo di produzione della pizza. Ciò si verifica in un'atmosfera conviviale che comporta scambi costanti con gli ospiti. Partendo dai quartieri poveri di Napoli, la tradizione culinaria si è profondamente radicata nella vita quotidiana della comunità. Per molti giovani praticanti, diventare Pizzaiolo rappresenta anche un modo per evitare la marginalità sociale".

Al termine dell'iscrizione della candidatura, l'ambasciatrice italiana all'Unesco, Vincenza Lomonaco, ha ringraziato tutti gli Stati che hanno votato a favore dell'Italia, sottolineando la centralità dell'Italia nel promuovere le tradizioni agroalimentare nel contesto dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura. Subito dopo la proclamazione, in sala è scoppiato un lungo e fragoroso applauso che ha festeggiato il successo italiano a lungo atteso.

"Il made in Italy ottiene un altro grande successo - ha affermato il Ministro Maurizio Martina - È la prima volta che l'Unesco riconosce quale patrimonio dell'umanità un mestiere legato ad una delle più importanti produzioni alimentari, confermando come questa sia una delle più alte espressioni culturali del nostro Paese. È un'ottima notizia che lancia il 2018 come anno del Cibo. L'arte del pizzaiuolo napoletano racchiude in sé il saper fare italiano costituito da esperienze, gesti e, soprattutto, conoscenze tradizionali che si tramandano da generazione in generazione."

"Nel 2010 - ricorda ancora il MiPAAF in una nota - è arrivata la proclamazione della Dieta Mediterranea, primo elemento culturale al mondo a carattere alimentare iscritto nella lista dell'Unesco; nel 2014, il riconoscimento della coltivazione della Vite ad alberello di Pantelleria, primo elemento culturale al mondo di carattere agricolo riconosciuto dall'Unesco. Ora L'Arte del Pizzaiuolo Napoletano. Dei 6 elementi italiani riconosciuti dall'Unesco patrimonio dell'umanità, 3 sono riconducibili al patrimonio agroalimentare, a conferma che in Italia il cibo e l'agricoltura sono elementi caratterizzante la cultura del Paese."


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