DPCM: i commenti di CIA, Coldiretti e FIPE

DPCM: i commenti di CIA, Coldiretti e FIPE

Agricoltori: "lo stop alle 18 ad agriturismi è chiusura attività". Per FIPE "non esiste connessione tra la frequentazione dei pubblici esercizi e la diffusione dei contagi"

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Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

26

Ottobre
2020

Le misure restrittive contenute nel DPCM 24 ottobre 2020, che vanno a colpire anche le attività di somministrazione cibo, hanno registrato un'immediata reazione delle categorie coinvolte.
Riportiamo le note della Federazione Italiana Pubblici Esercizi, che peraltro si lancia in una affermazione tranchante sui contagi senza riportare le fonti scientifiche, della Confederazione Italiana Agricoltori e di Coldiretti.

I ristoratori: "aiuti certi, significativi e immediati"

"La presidenza Fipe-Confcommercio, riunitasi d’urgenza nella giornata odierna (25/10/2020 NdR), ha nuovamente espresso perplessità e contrarietà alla chiusura dei pubblici esercizi alle ore 18:00. Per la ristorazione è impedita l’attività del servizio principale della giornata, mentre per i bar si tratta di un’ulteriore forte contrazione dell’operatività. La contrarietà si aggiunge alla consapevolezza che non esiste connessione tra la frequentazione dei Pubblici Esercizi e la diffusione dei contagi, come dimostrato da fonti scientifiche, che attribuiscono piuttosto ad altri fattori - mobilità, sistema scolastico e mondo del lavoro - le principali fonti di contagio.

La Federazione ha preso atto delle dichiarazioni del Presidente del Consiglio Conte relativi ad interventi urgenti e specifici a favore del settore. Pur apprezzando l’impegno dal Governo, la Federazione si è immediatamente attivata affinché gli stessi siano economicamente significativi, certi e immediatamente esigibili per tutte le imprese del settore. La Federazione il prossimo 28 ottobre sarà comunque presente in 21 piazze d’Italia per ribadire i veri valori del settore - economici, sociali, culturali ed antropologici - messi in seria discussione dagli effetti della pandemia da Covid-19, che sta mettendo a repentaglio la tenuta economica del settore, l’occupazione (a rischio oltre 350mila posti di lavoro) e il futuro di oltre 50.000 imprese". 

Agriturismi: "un'ecatombe di fallimenti"

Per la CIA - Agricoltori Italiani "Lo stop alle 18 previsto dal nuovo DPCM per le 24mila strutture agrituristiche nazionali equivale alla chiusura delle attività, che non potranno sostenere i costi di apertura con i soli proventi del pranzo, i cui introiti nei giorni feriali hanno incidenza molto ridotta rispetto a quelli determinati dalla fascia oraria 18-21.
La misura del Governo non tiene, inoltre, in nessun conto delle garanzie di distanziamento sociale offerte dagli spazi in piena campagna e metterà definitivamente in crisi un settore che era faticosamente in ripresa dopo mesi di lockdown, con un danno fin qui stimato da Cia-Agricoltori Italiani in 600 milioni. Se a queste ingenti perdite di quote di mercato si aggiungeranno i prevedibili effetti delle nuove misure restrittive, assisteremo, dunque, a un’ecatombe di fallimenti con ricadute disastrose per i 100mila addetti del settore.

Il nuovo DPCM avrà anche un impatto fortemente negativo per tutte le aziende agricole che hanno come unico sbocco commerciale il canale dell’Horeca - ristoranti, bar, mense, hotel - e che pagheranno un conto salato per la contrazione delle forniture di cibo fresco a tutto il comparto dell’agroalimentare fuori casa, in un Paese in cui circa un terzo dei consumi viene realizzato lontano dalle mura domestiche.

Il puntuale "allarme" di Coldiretti

Lestissima Coldiretti: ha già calcolato che la chiusura anticipata alle 18 e lo smart working avranno un effetto negativo sull’agroalimentare con una perdita di fatturato di oltre 1 miliardo per le mancate vendite di cibo e bevande nel mese di applicazione delle misure di contenimento.
Saranno danneggiati, secondo Coldiretti, molti prodotti "dal vino alla birra, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura ma anche salumi e formaggi di alta qualità che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco. In alcuni settori, come quello ittico e vitivinicolo, la ristorazione rappresenta addirittura il principale canale di commercializzazione per fatturato".

Photo by Brodie Vissers


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