Nuova normativa bio, un passaggio fondamentale per il settore

Nuova normativa bio, un passaggio fondamentale per il settore

Il mondo del biologico, in continua crescita, deve misurarsi con l'applicazione del nuovo Regolamento 2018/848 che riguarda produzione, etichettatura, controlli e sanzioni

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Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

21

Ottobre
2019

A cura dell'Avvocato Chiara Marinuzzi
Studio Legale Avv. Gaetano Forte
Diritto penale agroalimentare, sicurezza alimentare e informazioni ai consumatori


Il nuovo Regolamento (UE) 2018/848 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla produzione biologica e all’etichettatura dei prodotti biologici, approvato il 30 maggio 2018, si applicherà a decorrere dal 1 gennaio 2021 e di conseguenza verrà abrogato il Regolamento (CE) n. 834/2007. Come si evince dalla lettura dei considerando, i motivi che hanno portato all’intervento del legislatore dell’Unione europea possono essere individuati nell’esigenza di garantire la fiducia dei consumatori per il mercato degli alimenti biologici e nell’adeguamento al contesto normativo, in particolare alla PAC 2014/2020, al Regolamento (UE) 2017/625 e alla strategia Europa 2020 che vuole promuovere una crescita sostenibile e un’economia più efficiente, più verde e più competitiva, focalizzata sul legame produzione-ambiente al fine di garantire una migliore gestione delle risorse naturali.

Il tema della fiducia del consumatore riveste un aspetto fondamentale per questo comparto in quanto tale principio è stato in varie occasioni travolto da significative frodi che hanno evidenziano alcuni limiti soprattutto nell’ambito delle importazioni.

Applicazione e novità

Il nuovo regolamento è composto da 61 articoli e VI allegati, oltre che dagli allegati tecnici di prossima emanazione.
Il campo di applicazione riguarda i prodotti provenienti dall’agricoltura, incluse l’acquacoltura e l’apicoltura, elencati nell’allegato I del Trattato di Funzionamento dell’Unione Europea. Tale indicazione costituisce una prima importante novità rispetto al Regolamento (CE) 834/2007 che non conteneva alcun riferimento alla normativa primaria.
Esso si applica altresì anche a taluni altri prodotti strettamente legati all’agricoltura elencati nell’allegato I quali ad esempio lieviti, sale marino e altri sali per alimenti e mangimi, bozzoli di bachi da seta cera d’api, oli essenziali, turaccioli di sughero naturale, cotone, lana, preparati erboristici tradizionali a base vegetale.
Rimane esclusa dal campo di applicazione la ristorazione collettiva; tuttavia è riconosciuta agli Stati membri la facoltà di fissare standard nazionali applicabili al settore, fermo restando il divieto di utilizzare il logo europeo di produzione biologica nell’etichettatura, nella presentazione e nella pubblicità di tali prodotti.  

La normativa in esame limita fortemente l’uso di prodotti fitosanitari (intendendo come tali quelli di cui all’art. 2 del Regolamento (CE) 1107/2009) e in relazione all’ipotesi di possibile contaminazione accidentale prevede per gli Stati membri la possibilità di fissare dei limiti massimi (per l’Italia tale soglia è fissata a 0,01 mg/kg) entro i quali il prodotto non può ricevere la certificazione bio; tuttavia gli Stati membri non possono impedire la commercializzazione di prodotti biologici ottenuti in altri Paesi che hanno fissato limiti differenti.

Tra le principali novità introdotte dal legislatore europeo si evidenzia, in tema di etichettatura, una variazione della percentuale relativa all’omessa indicazione di piccoli quantitativi di ingredienti purché la quantità totale degli ingredienti omessi non superi il 5% (nel Regolamento (CE) 834/07 era pari al 2%) della quantità totale in peso delle materie prime agricole.

Nuova disciplina anche per la certificazione dei "gruppi di operatori": con il nuovo Regolamento si rende infatti accessibile tale certificazione (attualmente riservata ai produttori dei Paesi in via di sviluppo) anche ad agricoltori e operatori aventi personalità giuridica e sede in uno Stato membro, purché soddisfino determinati requisiti economici (fatturato di produzione biologica non superiore a 25.000 €, volume di produzione non superiore a 15.000 € l’anno, costo individuale di certificazione superiore al 2% del fatturato) o di superficie (dimensione massima di 5 ettari di superficie; 0,5 ettari nel caso di serre o 15 ettari nel caso di pascoli permanenti).

Controlli e sanzioni

In ordine ai controlli ufficiali, ferma restando la disciplina generale prevista dal Regolamento (UE) 2017/625, che verrà applicata a partire dal 14 gennaio 2019, saranno introdotte deroghe al requisito del controllo minimo annuale degli operatori biologici: è infatti prevista la possibilità di controlli biennali per gli operatori che hanno rispettato tutti gli standard di produzione nel triennio precedente e sono dunque considerati come aventi una bassa probabilità di non conformità.

Rimane per ora fermo il sistema di controllo basato sull’attività degli Organismi di Controllo delegati dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari forestali e del turismo, che appunto svolgono attività di controllo e "certificazione" degli operatori del bio.
Peraltro proprio al fine di ridisciplinare le funzioni di tali importanti protagonisti della filiera è intervenuto di recente il Decreto legislativo 23 febbraio 2018, n. 20 che ha abrogato il vecchio Decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 220. Tale decreto peraltro introduce specifiche sanzioni amministrative sia a carico degli stessi organismi di controllo sia a carico degli operatori oltre che in materia di etichettatura dei prodotti bio, fattispecie, quest’ultima, che precedentemente non aveva un suo apparato sanzionatorio ad hoc, con la conseguenza che per le relative violazioni occorreva, di volta in volta, riportarsi prima al D.lgs. 109/92 poi al Regolamento (UE) 1169/11 (che ha abrogato il D.lgs. 109/92), con soluzioni non sempre perfettamente aderenti e adeguate alla particolarità della produzione biologica.

Rimane infine appannaggio nazionale il regime dei "poteri sanzionatori" degli Organismi di Controllo introdotto dal DM 20.12.2012, che reca un elenco di «non conformità» riguardanti la produzione biologica e le corrispondenti misure che gli Organismi di Controllo devono applicare agli operatori.
Il provvedimento è stato introdotto nel 2013 proprio al fine di definire gli interventi a carico degli operatori, prevedendo una serie di misure proporzionali alla natura della non conformità rilevata, che vanno dalla diffida all’esclusione dell’operatore dal sistema.

Le modalità e i tempi di applicazione dei provvedimenti da parte degli Organismi di Controllo sono poi appositamente disciplinati nel decreto direttoriale dell’Ispettorato Centrale della Tutela della Qualità e della Repressione Frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF) del 26 settembre 2014.

Si tenga conto che il tema dei tempi nella gestione delle non conformità è estremamente importante sia per l’operatore sia per l’Organismo di Controllo, soprattutto rispetto ai casi di “soppressione” delle indicazioni biologiche che comportano il divieto per l'operatore di riportare le indicazioni relative al metodo  di produzione biologica, nell'etichettatura e nella pubblicità dell'intera partita o dell'intero ciclo di produzione in cui è stata riscontrata l'irregolarità, e che ha notevoli conseguenze nelle filiera, soprattutto nel caso di prodotti composti o elaborati.

Rimangono altresì ferme le sanzioni penali che possono essere applicate a fronte di prodotti biologici che non presentano i relativi requisiti sostanziali e formali per fregiarsi delle relative indicazioni.

Le fattispecie più frequentemente contestate sono la "frode in commercio", ossia la consegna di una cosa per un'altra o comunque la vendita di un cosa diversa da quelle dichiarata o pattuita, o la "vendita di prodotti con segni mendaci ossia con segni o altre indicazioni atti a indurre in inganno il compratore sull'origine, provenienza o del prodotto", cui si può aggiungere la responsabilità amministrativa dipendente da reato dell’ente che ha commesso il fatto ai sensi del D.lgs. 231/01.

Il sostanza la regolamentazione del mondo del biologico è in continua evoluzione. Ci si augura che l’introduzione di un nuovo regolamento che ricodifica la disciplina in materia, tenendo conto dell’esperienza maturata dagli operatori e dalle autorità competenti, possa ulteriormente presidiare un settore così importante e oggetto di sempre maggiore attenzione da parte di tutti i protagonisti della filiera alimentare.
Un importante approfondimento su questo tema, sarà trattato a Roma il 14 novembre 2019 durante il corso Alimenti biologici: dalla normativa vigente al nuovo Reg. 2018/848. Produzione, etichettatura, controlli e sanzioni. A cura di In_Formare.


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