Novel food: valutazione degli insetti

Novel food: valutazione degli insetti

Pubblicata la prima valutazione positiva EFSA di un prodotto alimentare derivato da insetti

Questo sito utilizza cookies per facilitare la navigazione del sito.
Se navighi su foodandtec.com, acconsenti all'utilizzo dei cookie.

Consulta le Modalità di trattamento dei dati personali

Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

14

Gennaio
2021

L’EFSA ha pubblicato oggi un insieme di pareri scientifici in esito a richieste di valutazione di nuovi alimenti. Tra i pareri compare la prima valutazione completa di un prodotto proposto come alimento derivato da insetti e L’Autorità per la sicurezza alimentare riconosce la larva della farina come cibo: è ricca di proteine, grassi e fibre. Potrà essere mangiata intera, purché essiccata, oppure sbriciolata in farina da usare per preparare biscotti, pasta o barrette da snack. Così, la larva gialla del tenebrio molitor, o larva della farina, potrebbe essere il primo insetto a ottenere l’autorizzazione per essere venduta in Europa a scopi alimentari. Ricordiamo che le valutazioni EFSA in termini di sicurezza sono una tappa necessaria per la regolamentazione dei nuovi alimenti in quanto la consulenza scientifica dell'Autorità affianca il lavoro degli enti europei e nazionali che autorizzano tali prodotti per il mercato europeo.

Dall'entrata in vigore del regolamento sui nuovi alimenti il 1° gennaio 2018, l'EFSA ha ricevuto un gran numero di richieste di valutazione in merito a un'ampia varietà di alimenti. Le richieste di valutazione includono prodotti erboristici derivati da piante, alimenti a base di alghe e frutti non autoctoni, oltre a diverse varietà di insetti commestibili.

"Le richieste di valutazione di nuovi alimenti - ha dichiarato Helle Knutsen, biologa molecolare e tossicologa, membro del gruppo di esperti EFSA sulla nutrizione umana e presidente del gruppo di lavoro sui nuovi alimenti - sono talmente varie che abbiamo bisogno di competenze scientifiche diversificate per valutarle. Tanto per citarne alcune: nutrizione umana, tossicologia, chimica e microbiologia. La composizione del gruppo di lavoro le riflette e, insieme, i nostri scienziati formano un gruppo multidisciplinare di grande esperienza".

Insetti commestibili

Ermolaos Ververis, chimico ed esperto EFSA in scienza degli alimenti che ha coordinato l’elaborazione del primo parere adottato su insetti usati come nuovi alimenti, ha dichiarato: "Gli insetti sono organismi complessi, e ciò rende problematica la caratterizzazione della composizione dei prodotti alimentari da essi derivati. Comprenderne la microbiologia è di fondamentale importanza, considerato anche che si consuma l'insetto intero".
Vari cibi derivati da insetti vengono spesso dichiarati fonte di proteine per l’alimentazione: "Le formule a base di insetti possono essere ad elevato contenuto proteico, benché i livelli proteici utili possono risultare sovrastimati quando sia presente la chitina, una delle principali sostanze che compongono l'esoscheletro degli insetti. Un nodo fondamentale della valutazione è che molte allergie alimentari sono connesse alle proteine, per cui dobbiamo valutare anche se il consumo di insetti possa scatenare reazioni allergiche. Tali reazioni possono essere provocate dalla sensibilità individuale alle proteine di insetti, dalla reazione crociata con altri allergeni o da allergeni residuati da mangimi per insetti, ad esempio il glutine".

Ci sono anche ragioni non di natura scientifica che rendono impegnativo lo studio dei nuovi alimenti: "La marea di richieste di valutazione comporta una notevole mole di lavoro, e i termini di scadenza delle valutazioni sono talvolta troppo ravvicinati, soprattutto se le richieste mancano di dati scientifici essenziali", ha aggiunto Helle Knutsen.

Oltre i rischi scientifici

Giovanni Sogari, ricercatore in ambito sociale e consumeristico all'Università di Parma, ha commentato: "Ci sono ragioni derivanti dalle nostre esperienze sociali e culturali, il cosiddetto fattore disgusto, che rendono il pensiero di mangiare insetti repellente per molti Europei. Con il tempo e l'esposizione tali atteggiamenti potranno mutare".
Mario Mazzocchi, esperto di statistica economica e docente presso l'Università di Bologna, ha affermato: "Ci sono chiari vantaggi ambientali ed economici nel sostituire le fonti tradizionali di proteine animali con quelle che richiedono meno mangime, producono meno rifiuti e provocano meno emissioni di gas serra. L'abbassamento di costi e prezzi potrebbe migliorare la disponibilità di alimenti, mentre la nuova domanda creerà nuove opportunità economiche, che potrebbero però interferire con i settori esistenti".

Gli scienziati EFSA continueranno a inserire le numerose richieste di valutazione di nuovi alimenti nella loro agenda, mentre i responsabili delle decisioni a Bruxelles e nelle capitali nazionali decideranno se tali alimenti debbano essere autorizzati per finire nei piatti europei.


Condividi su: