Neonicotinoidi. Presenti in 3/4 del miele

Neonicotinoidi. Presenti in 3/4 del miele

A dispetto dei recenti tentativi di diminuirne l'uso, la produzione mondiale di questo alimento è in gran parte contaminata dai pesticidi. I livelli paiono non essere pericolosi per l'uomo ma parecchio per le api

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06

Ottobre
2017

Il 75% del miele venduto in tutto il mondo è contaminato da pesticidi della famiglia dei neonicotinoidi. Sebbene si registrino concentrazioni inferiori ai valori soglia ammessi dalle autorità dell'Unione Europea per il consumo umano, si tratta di una contaminazione pericolosa per gli insetti impollinatori, in particolare le api stesse. Questo è il pessimo risultato di un'indagine globale dal titolo A worldwide survey of neonicotinoids in honey pubblicata sulla rivista Science e condotta da Edward Mitchell della Université de Neuchâtel in Svizzera.
I neonicotinoidi, introdotti come alternativa al DDT, sono derivanti dalla nicotina: possono essere spruzzati sulle foglie, messi nel suolo in forma granulare o usati per trattare i semi. Sono tossici per gli insetti, api comprese.

Gli esperti hanno analizzato campioni di miele provenienti da ogni Paese del mondo: è emerso che 3 campioni su 4 sono positivi per questi pesticidi, il 30% sono contaminati da un singolo neonicotinoide, il 45% da due o più, il 10% ne contiene 4-5 diversi. Le concentrazioni più elevate sono state riscontrate in mieli provenienti da Europa, USA e Asia.

Il 34% del miele contiene quantitativi di questi pesticidi che sono riconosciuti come davvero dannosi per le api. Tutti gli insetti impollinatori, spiegano gli autori del lavoro, sono dunque a rischio per la diffusione di queste sostanze.
Anche se le concentrazioni trovate in questo lavoro non sembrano al momento pericolose per la salute umana, concludono gli autori, servono ulteriori studi in merito, in quanto i neonicotinoidi potrebbero avere anche effetti sull'uomo, sul suo sistema immunitario e sulla crescita.


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