Nelle campagne vince il segno

Nelle campagne vince il segno "meno"

-50% il miele, -26% il vino, -11% l'olio, -23% le mele. Sono questi i dati che ha divulgato Coldiretti a chiusura del bilancio d'autunno

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14

Novembre
2017

Praticamente dimezzato il miele negli alveari, addio ad una bottiglia di vino su quattro e calo dell'11% della produzione di olio di oliva rispetto alla media dell'ultimo decennio. Questo e altro emerge dall'analisi della Coldiretti in occasione della Giornata del ringraziamento che cade l'11 novembre e tradizionalmente chiude il bilancio dell'annata agraria, sconvolta quest'anno da un clima mai in linea con le aspettative delle stagioni.

Il bilancio non si ferma qui: cala del 23% anche il raccolto di mele. "La riduzione dei raccolti nazionali non comporta solo danni economici per gli agricoltori - osserva la confederazione agricola - ma anche il rischio per i consumatori che finiscano nel carrello prodotti di importazione spacciati per italiani". La Coldiretti raccomanda dunque "attenzione alle etichette con l'origine dei prodotti", e consiglia gli acquisti diretti dagli agricoltori "soprattutto per prodotti facilmente conservabili in casa come olio, vino e miele".

L'organizzazione agricola chiede alle istituzioni "di incrementare i controlli per prevenire eventuali frodi". Nel dettaglio, per le mele si stima un calo medio del 23% rispetto a quella della scorsa stagione, con punte del 60% in Trentino. Pesantissima la situazione del miele: la produzione è più che dimezzata rispetto alla media, per un totale attorno ai 10 milioni di chili, "uno dei risultati peggiori da almeno 35 anni", sottolinea l'organizzazione agricola.

Sui livelli minimi la produzione di olio di oliva, stimata attorno ai 320 milioni di chili, un calo dell'11% rispetto alla media produttiva dell'ultimo decennio.
Pure la vendemmia ha sofferto, classificandosi tra le più scarse del dopoguerra, con un taglio della produzione del 26% rispetto allo scorso anno.

Per effetto del clima - conclude Coldiretti - la stagione è stata avara anche per agli appassionati di funghi, mentre i prezzi del tartufo hanno raggiunto il record di 600 euro all'etto al borsino del tartufo di Alba, punto di riferimento a livello nazionale. 


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