Nel mercato USA il vino francese ci sorpassa

Nel mercato USA il vino francese ci sorpassa

L'Italia cede ai cugini d'Oltralpe la storica leadership nell'export del vino. Manca una visione strategica e coordinata nelle azioni di marketing e comunicazione

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06

Novembre
2017

Possiamo dire che la Francia del vino brinda allo storico sorpasso sull'Italia negli Stati Uniti, primo mercato importatore al mondo e da otto anni regno enologico dei vini italiani. Lo annuncia l'Osservatorio Paesi Terzi di Business Strategies, che assieme a Nomisma-Wine Monitor ha elaborato gli ultimi dati sulle importazioni di vino statunitensi (fonte Dogane) aggiornate al terzo trimestre di quest'anno.

Il sorpasso in valore (1.220 contro 1.210 miliardi di euro) è l'effetto della remuntada del vino transalpino che, in soli 9 mesi, ha recuperato su quello italiano circa 160 milioni di euro. "L'Italia perde il primato più ambito e lo perde male - ha detto la Ceo di Business Strategies, Silvana Ballotta -, se pensiamo che oggi la Francia è market leader nei primi tre mercati di importazione al mondo, USA, Gran Bretagna e Cina. Ma fa ancora più male - ha proseguito l'esperta - registrare come, in un anno di grande crescita della domanda di vino nel mondo, gli Stati Uniti siano diventati la cartina tornasole della nostra ridotta competitività sui mercati globali, frutto di azioni di marketing e promozione deboli e mai sinergiche".

L'export francese negli USA fissa la performance in valore nei primi nove mesi di quest'anno a +18,8%, vale a dire sei volte di più dell'incremento italiano (3%), che perde nettamente anche il confronto con la crescita complessiva delle importazioni statunitensi di vino (+8%).
L'Italia vede così diminuire le proprie quote di mercato rispetto al pari periodo del 2016 (da 32,7% al 31,1%) soprattutto per effetto della stagnazione delle vendite di vini fermi imbottigliati, dove rimane market leader (962 milioni di euro) ma guadagna in valore solo l'1,6%, contro il +21,4% francese e una media import generale sul segmento del 5,9%.
Sotto media anche le bollicine, che pur incrementando dell'8,7% fanno peggio del mercato (+11,5%) e, ancora una volta, dei francesi (+14%), assoluto leader in valore della tipologia con 432 milioni di euro.


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