“Nel cuore di Asolo, un vigneto ritrovato”

“Nel cuore di Asolo, un vigneto ritrovato”

Montelvini si impegna a recuperare un cru di mezzo ettaro situato nel centro storico grazie al lavoro di un gruppo interdisciplinare: viticoltori, ricercatori, architetti, documentaristi all'opera per restituire alle persone e alla città veneta l'antico vigneto

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09

Ottobre
2017

Questo progetto racconta del legame tra Montelvini e Asolo, la città dei cento orizzonti, come la definì Carducci, simbolo di cultura, storia e bellezza, cuore della denominazione Prosecco Superiore Asolo DOCG. Stiamo parlando di “Nel cuore di Asolo, un vigneto ritrovato”, l'idea che Montelvini ha presentato nella sede del Comune di Asolo attraverso le parole dell'a.d. Alberto Serena che ha illustrato l’ambizioso progetto di recupero di un piccolo appezzamento vitato posizionato nel centro storico della città. Un territorio dove l’uva è parte integrante del paesaggio da oltre due secoli, da quando la famiglia Contarini, alla fine del 1600, possedeva questi terreni e fece edificare quella che oggi è conosciuta come Villa degli Armeni. Sul celebre giardino all’italiana si affaccia il “Vigneto ritrovato”, un cru di mezzo ettaro in cui, grazie all’impegno di Montelvini, si lavorerà al recupero del genoma della pianta originale.

L’Asolo DOCG è l’unica denominazione del Prosecco che può vantare nel disciplinare la versione Extra Brut, poiché solo qui il terreno e il microclima regalano al vino struttura e salinità adatte: una tipologia nella quale Montelvini  e che oggi interpreta il più alto concetto di qualità della cantina.

Lo spirito del progetto di recupero vuole esprimere anzitutto il senso di appartenenza al territorio e lo stretto legame con Asolo. In questo senso, il vigneto sarà “ritrovato” per divenire patrimonio di tutti.

Il gruppo di lavoro è multidisciplinare e comprende l'architetto Adriano Marangon di MADE associati, studio di architettura e paesaggio; la dottoressa Elisa Angelini del CREA – VIT Centro di ricerca per la viticoltura di Conegliano; il professor Manlio Brusatin, architetto, docente universitario e storico del territorio; Davide Genovese dello studio associato Progetto Natura; Marco Pavan, documentarista.

Il recupero

L’iniziativa “Vigneto ritrovato” è partita dalla volontà della famiglia Serena di effettuare un recupero che mettesse in evidenza la natura storico-urbana di questo terreno, incastonato in uno dei luoghi più belli di Asolo. Il progetto ha quindi considerato questo terreno non solamente dal punto di vista della produzione enologica ma interpretandolo come spazio culturale, in continuo dialogo con la storia e il paesaggio circostanti. Il “Vigneto ritrovato” si trova infatti in stretto rapporto con la scenografica architettura del “Fresco” di Villa Contarini, meglio conosciuta come Villa degli Armeni, e il monumentale giardino all’italiana di Villa De Mattia, che sul vigneto si affaccia.

Il vigneto oggi
  • Estensione: circa 3000 mq (0.3 ettari)
  • Vitigni presenti attualmente: prevalentemente Glera
  • Anno di impianto: 1960
  • Piante presenti: circa 70-80
  • Esposizione: Sud
  • Tipo di terreno : medio impasto con buona presenza di argilla. Presenta alcune zone di argilla dal colore rossastro, dato dall'accumulo di ossidi di ferro.
  • Tipo di impianto che verrà realizzato: la scelta sarà in base ai risultati ottenuti dalla ricerca del Crea. La forma di allevamento prevista è quella a Sylvoz, tipica della zona. Vista la posizione del vigneto è previsto il completo inerbimento, per evitare fenomeni erosivi.

I prossimi passi:

Ottobre-Novembre 2017

  • Mappatura 2D e marcatura in campo, ceppo per ceppo, del “vigneto ritrovato”
  • Raccolta dei campioni (tralci) per le analisi sanitarie e genetiche
  • Analisi fitosanitarie per l’esame delle malattie virali sulle viti vive mediante test sierologico ELISA, per la diagnosi del complesso della degenerazione infettiva (grapevinefanleaf virus, GFLV; arabismosaic virus, ArMV), complesso dell’accartocciamento fogliare (grapevineleafrollassociated virus 1,2,3, GLRaV-1,2,3); virus e virosi associate al legno riccio (GVA)
  • Valutazione dello stato sanitario complessivo e del rischio sanitario; scelta dei biotipi idonei su cui proseguire gli accertamenti
  • Identificazione varietale dei biotipi selezionati tramite analisi molecolari del DNA con marcatori microsatelliti (SSR, Simple SequenceRepeats) adottati su scala internazionale, e successivo confronto con database nazionali ed internazionali

Dicembre 2017

  • Pulizia completa del vigneto con rimozione delle eventuali piante malate
  • Potatura delle piante sane con lo scopo di produrre legno utile per la moltiplicazione

Aprile-Ottobre 2018

  • Sviluppo vegetativo delle piante selezionate
  • Interventi agronomici di mantenimento della fase vegetativa

Novembre-Dicembre 2018

  • Prelievo delle gemme dal legno delle piante prescelte e mantenimento in frigorifero in vivo

Marzo 2019

  • Innesto delle gemme su portainnesto e messa in camere di forzatura del materiale innestato

Maggio 2019

  • Posa in pieno campo del materiale ottenuto per il consolidamento dell’innesto e formazione delle radici

Novembre 2019

  • Prelievo delle barbatelle dal pieno campo e preparazione delle barbatelle per l’impianto
  • Mantenimento in frigorifero

Marzo 2020

  • Messa a dimora delle barbatelle nel “Vigneto ritrovato”

Settembre 2021

  • Maturazione dei primi grappoli

Settembre 2022

  • Prima produzione effettiva

Anno 2023

  • Arrivo sul mercato delle prime bottiglie del “Cru vigneto ritrovato”.

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