Nel carcere di Volterra c'è la cucina a KM 0

Nel carcere di Volterra c'è la cucina a KM 0

I detenuti della casa di reclusione toscana diventano agricoltori grazie alla realizzazione di un orto urbano. I prodotti saranno utilizzati dalla cucina del carcere

Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

10

Ottobre
2017

I detenuti di Volterra (Pisa) diventano agricoltori e realizzeranno prodotti per una cucina a km zero all'interno del carcere: è questo il risultato di un'intesa per la realizzazione del progetto Orto urbano della Fortezza Medicea di Volterra siglato tra il Comune e la casa di reclusione che permetterà ai detenuti, a titolo di volontariato, di avviare una produzione ortoflorovivaistica destinata alla cucina del carcere e a specifici progetti interni anche nell'ambito del corso turistico alberghiero aperto agli studenti e ai detenuti stessi.

"Grazie al lavoro congiunto della direzione del carcere da cui è partita l'idea progettuale e dell'Assessorato alle politiche sociali - ha spiegato il sindaco Marco Buselli - abbiamo potuto intercettare i finanziamenti legati al bando e avviare un percorso improntato alla realizzazione di orti in città e sul territorio". L'intesa prevede che la casa di reclusione metta a disposizione per cinque anni le fasce di terreno nell'area del Vecchio forno, oltre ai due appezzamenti destinati all'orto interno, inoltre prenderà in carico il materiale, gli utensili e le attrezzature acquistate e provvederà a realizzare il progetto che sarà finanziato dall'ente Terre Regionali Toscane con il cofinanziamento del Comune.


Condividi su: