Nei campi il 50% dei lavoratori è irregolare

Nei campi il 50% dei lavoratori è irregolare

In barba alla legge per il contrasto al fenomeno del caporalato entrata in vigore a fine 2016, il tasso di illegalità riscontrato dall'Ispettorato del lavoro è altissimo. 360 i provvedimenti di sospensione delle attività

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21

Febbraio
2018

Su un totale di 7.265 ispezioni condotte nel 2017 dall'Ispettorato nazionale del lavoro, in agricoltura sono stati individuati 5.222 lavoratori irregolari, di cui 3.549 in nero per un tasso di irregolarità pari al 50%. Sono questi i dati da vera e propria emergenza riportati nel Rapporto annuale dell'attività di vigilanza che offre importanti dati relativi al caporalato, all'indomani dell'entrata in vigore delle Legge 199/16 e del Protocollo ''Cura Legalità Uscita dal ghetto'' del 2016. Lo fa sapere la Flai Cgil, nel ricordare che nel Rapporto, a seguito dell'attività di polizia giudiziaria sono stati individuati 387 lavoratori vittime di sfruttamento in agricoltura, mentre i provvedimenti di sospensione dell'attività imprenditoriali sono stati 360, dei quali 312 revocati a seguito di regolarizzazione.

"Questi dati ancora allarmanti - dichiara Ivana Galli, Segretaria Generale Flai Cgil nazionale - ci dicono come il contrasto al caporalato e allo sfruttamento in agricoltura sia elemento fondamentale per un settore ancora fortemente aggredito da tali fenomeni; alcuni numeri, però, dimostrano anche come con le nuove norme che non ci si sia fermati alla sola azione repressiva ma anche a percorsi di regolarizzazione". Secondo la Segretaria, ''il Protocollo, che ha determinato un'importante azione mirata al contrasto al caporalato nel settore agricolo in alcune aree del Paese, dovrebbe essere rinnovato, rilanciato sui territori e rifinanziato''. 


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