Le microplastiche sono ovunque. Anche nell'uomo

Le microplastiche sono ovunque. Anche nell'uomo

Uno studio pilota condotto dall'Università di Vienna ha riscontrato dei positivi a diverse tipologie di microplastiche in Italia, Asia e Russia

Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

23

Ottobre
2018

È stato completato il primo studio che conferma ufficialmente la presenza di microplastiche negli esseri umani. Presenti in tantissimi prodotti, tra cui anche molti contenitori per alimenti e nelle bottiglie di plastica, queste microparticelle di plastica fanno ormai parte integrante della catena alimentare degli uomini. Lo dimostra uno studio pilota1 che per la prima volta analizza campioni di feci di un piccolo gruppo di persone di vari paesi tra cui l'Italia: in ognuno dei campioni sono state trovate diverse tipologie di microplastiche, fino a ben nove diverse per campione.
Il lavoro è stato condotto presso la Medizinische Universität Wien e l'Agenzia per l'Ambiente in Austria monitorando otto persone in Finlandia, Italia, Giappone, Olanda, Polonia, Russia, Gran Bretagna e Austria.

Le microplastiche sono particelle di piccole dimensioni che possono sia trovarsi nella composizione di certi prodotti, sia prodursi accidentalmente dalla degradazione di materiale plastico. Le più comuni sono il polipropilene, presente in tantissimi prodotti, dalle sedie alle custodie per CD, e il polietilene tereftalato, utilizzato principalmente per produrre contenitori per bevande e per cibi.
In questo studio otto partecipanti hanno tracciato un diario alimentare per una settimana prima di raccogliere diversi campioni di feci. La presenza di microplastiche è stata riscontrata in ogni campione raccolto, in media 20 particelle ogni 10 grammi di feci.

"Si tratta del primo studio nel suo genere e conferma quanto a lungo abbiamo sospettato - dichiara l'autore, il dottor Philipp Schwabl che ha appena presentato il lavoro alla settimana della European Union Gastroenterology a Vienna - e cioè che la plastica raggiunge il nostro intestino".  

"È dirimente capire cosa comporti per la salute umana, specie per chi soffre di disturbi gastrointestinali. Le particelle di microplastica si accumulano infatti nell'intestino, inoltre le più piccole possono entrare nel circolo sanguigno e potrebbero anche raggiungere il fegato".

Secondo gli autori, "oltre il 50% della popolazione mondiale potrebbe avere microplastiche nel proprio intestino", anche se sottolineano la necessità di studi su più ampia scala per confermare questa stima.

1. ASSESSMENT OF MICROPLASTIC CONCENTRATIONS IN HUMAN STOOL - PRELIMINARY RESULTS OF A PROSPECTIVE STUDY.

Condividi su: