Melegatti: come risolvere la crisi?

Melegatti: come risolvere la crisi?

I creditori bloccano le forniture. Si ferma la produzione del Pandoro. La famiglia Turco, socia di minoranza, vuole prendere il controllo per rilanciare l'azienda

Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

09

Ottobre
2017

I fratelli Michele e Francesco Turco hanno partecipato ad un incontro nella sede della Cisl di Verona, convocato dalla Fai, la sigla sindacale che rappresenta i lavoratori del comparto alimentare. Il tema è la crisi in cui si trova l'industria dolciaria veronese: la famiglia Turco, socia di minoranza della Melegatti, è intenzionata ad assumere il controllo della Spa per portarla fuori dalla crisi e rilanciare la produzione dello storico marchio, fondato a Verona nel 1894.

"Sono alla Melegatti da 40 anni, conosco uno per uno tutti i dipendenti e sono addolorato da questa situazione" ha spiegato Michele Turco per poi annunciare l'intenzione di "prendere in mano la Melegatti e farla uscire dalla crisi".
L'azienda, fondata 123 anni fa da Domenico Melegatti con il brevetto del pandoro, nel 2016 ha fatturato 70 milioni di euro, ma sta attraversando una pesante crisi finanziaria che ha provocato il blocco della produzione in quanto i fornitori hanno fermato le consegne di materie prime. I 70 lavoratori diretti, che sono stati messi in cassa integrazione, non ricevono lo stipendio da agosto e hanno proclamato lo stato di agitazione. L'azienda veronese solitamente occupa anche circa 250 lavoratori stagionali e produce dolci da ricorrenza e croissant nei due stabilimenti di San Giovanni Lupatoto e San Martino Buon Albergo, quest'ultimo inaugurato solo lo scorso febbraio con un investimento di oltre 10 milioni. E proprio sul nuovo sito si sono puntate le critiche dei soci di minoranza: "La gestione degli ultimi anni è stata completamente sbagliata. L'apertura del nuovo stabilimento a San Martino Buon Albergo, senza le necessarie coperture finanziarie, è stata una scelta che ha portato a questa crisi".

"Noi della famiglia Turco vogliamo rilevare le quote e ripartire, ma ci sono ancora tante cose che dobbiamo valutare" ha concluso Michele Turco.


Condividi su: