Lo stop dei formaggi in Cina?

Lo stop dei formaggi in Cina? "Non ci sono motivi politici"

Lo ha affermato il Vice direttore Europa del ministero del Commercio cinese: i prodotti lattiero-caseari con le muffe dovranno attendere la messa a punto di nuovi regolamenti sulla qualità e sicurezza

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11

Settembre
2017

Sullo stop all'import cinese di formaggi erobrinati e con muffe, come gorgonzola e taleggio e come i francesi camembert e roquefort, "non esiste un problema politico" ma di regolamenti: lo ha detto Wu Jing-chun, vice direttore Europa del ministero del Commercio, durante la presentazione del settimo congresso Slow Food International di fine mese a Chengdu.
Il caso non è di soluzione rapida: i parametri del 2010, molto bassi sulle muffe, sono stati applicati in modo flessibile. Per far ripartire l'import sarà necessario ridefinirli.

La Commissione europea se ne occuperà visto che la lettura restrittiva dei regolamenti rischia di colpire non solo Italia e Francia, ma anche Gran Bretagna, Danimarca e Olanda. In ogni caso, la stesura dei nuovi parametri richiederà del tempo.

"Il nostro Ministero non si occupa direttamente della importazione dei formaggi. Se ne occupa l'Aqsiq (Amministrazione su ispezioni e quarantena, ndr). Ci sono procedure interne - ha aggiunto Wu. Ai cinesi piacciono i cibi italiani. Non c'è nessun problema sui formaggi. Questa è soltanto una questione di procedura interna, non di politica. Il mercato cinese dà il benvenuto ai prodotti italiani". Ad avvalorare le sue valutazioni, Wu ha ricordato di essere andato di recente a Roma con la Commissione mista per la promozione commerciale, il cui scopo è sviluppare le relazioni economiche bilaterali e alla quale partecipano MISE e ministero del Commercio cinesi, e di "aver comprato molti formaggi italiani".

Un altro tema sul tavolo riguarda l'importazione di pancetta: "Si tratta di una procedura tra i due Paesi. Se si trova d'accordo per siglare un memorandum si può partire subito. Abbiamo anche incontrato gli spagnoli per l'import del prosciutto e le amministrazioni competenti stanno dialogando in tal senso".

Wu, in conclusione, ha ricordato le relazioni commerciali tra i due Paesi, con un interscambio cresciuto del 20% nei primi 7 mesi dell'anno, a 27 milirdi di dollari. "L'Italia ha effettuato quest'anno investimenti in Cina per 7 miliardi di dollari, e la Cina ne ha fatti per 11 miliardi, confermando l'Italia tra i Paesi di maggior attrazione degli investimenti cinesi".


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