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Lo "sdijuno", il pranzo abruzzese delle 11 regala la longevità

Sono le premesse di una ricerca dell'Università di Teramo sulle abitudini alimentari della popolazione abruzzese tra i novanta e i cento anni di età

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17

Maggio
2019

Lo sdijuno, il pranzo abbondante delle 11 del mattino, tipico della tradizione rurale abruzzese, è uno dei segreti di lunga vita. A dirlo sono i ricercatori dell'Università di Teramo, che hanno presentato uno studio sulle abitudini alimentari e sulle caratteristiche metaboliche della popolazione abruzzese tra i novanta e i cento anni. CenTEnari, questo il nome della ricerca, è coordinata dal professor Mauro Serafini, docente della Facoltà di Bioscienze dell’Università di Teramo.

Ad una prima analisi, in totale sono 150 i Comuni della Regione con un tasso di longevità paragonabile o superiore a quello del Comune sardo di Villagrande che conta un alto numero di centenari. I Comuni più longevi, stando ai dati eleborati su quelli ISTAT, sono localizzati principalmente nelle aree interne, in quattro aree contigue ai Parchi del Gran Sasso e della Majella e alla Marsica. Il territorio sardo fa parte delle cinque aree denominate Blue Zones, dove si vive meglio e più a lungo; le altre Blue Zones nel mondo sono Ikaria in Grecia, Okinawa in Giappone, il villaggio di Loma Linda in California e Nicoya in Costa Rica. Chissà che anche l'Abruzzo non entri a far parte di queste zone.

"Lo sdijuno, una tradizione che rimane ancora tra gli anziani, è il primo pasto abbondante della giornata - spiega Mauro Serafini, docente di Alimentazione e nutrizione umana della Facoltà di Bioscienze dell'Università di Teramo -. Precedeva il pasto frugale del tramonto, che si faceva intorno alle 18, e seguiva una colazione minima delle 6. Lo sdijuno delle 11 del mattino garantiva all'organismo un periodo di digiuno di circa 14/16 ore, se non si tiene presente il piccolo pasto all'alba".

"Questa abitudine alimentare abruzzese - prosegue Serafini - è perfettamente in linea con le più recenti evidenze scientifiche, che hanno sottolineato l'importanza di concentrare i pasti della giornata, ma soprattutto di limitare l'apporto calorico la sera, quando il metabolismo, seguendo i ritmi circadiani, rallenta". "Sulla base di queste premesse - conclude l'esperto -, lo sdijuno abruzzese si propone come modello alimentare peculiare e ante litteram rispetto alle recenti diete del digiuno, in grado di spiegare, insieme a fattori ambientali, nutrizionali e genetici, la longevità abruzzese".


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