Latte, situazione critica

Latte, situazione critica

Dura protesta dei produttori che lamentano l’impossibilità di coprire i costi. Coldiretti denuncia: dalla stalla alla tavola, il prezzo del latte aumenta quattro volte. Intanto il decreto Fondo Latte è stato firmato: 55 milioni di euro per il settore

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10

Novembre
2015

"Le importazioni spacciate come made in Italy e il taglio dei compensi per gli allevatori hanno causato nel 2015 la chiusura di oltre mille stalle in Italia". Lo afferma Coldiretti a supporto delle manifestazioni di protesta che stanno agitando il comparto in questo periodo. Attualmente gli allevatori italiani incassano un prezzo medio alla stalla di 34 centesimi il litro a fronte di costi di produzione che possono superare i 40 centesimi il litro. A questo aggiungono l’accusa che l’industria importa latte a basso prezzo da altri Paesi, per poi rivendere prodotti finiti ad alto valore aggiunto.

Uno degli striscioni che gli allevatori di Roma e Lazio, accompagnati dalle loro vacche, hanno utilizzato davanti al Centro Commerciale Euroma 2 recita così: "Dalla stalla alla tavola, il prezzo aumenta quattro volte. Salviamo i nostri allevamenti". I presidi di Coldiretti si stanno svolgendo da Nord a Sud, davanti ai punti vendita della distribuzione moderna.
Nel parcheggio del supermercato Carrefour di Parabiago, poco fuori Milano, è stata ricreata una stalla per sensibilizzare i clienti sul tema della crisi del latte e per fornire loro informazioni su come riconoscere dalle etichette la differenza tra veri e falsi prodotti lattiero-caseari fatti in Italia.

La protesta del latte di Coldiretti ha portato anche il blocco per quattro giorni del centro distribuzione Lactalis a Ospedaletto Lodigiano con la collaborazione delle altre sigle Confagricoltura e Cia che hanno organizzato un presidio al sito produttivo Lactalis di Corteolona, in provincia di Pavia.

Lactalis Italia ha sospeso del ritiro del latte fresco dalle stalle conferenti: "A causa del protrarsi del blocco del magazzino di distribuzione di Ospedaletto Lodigiano, arrivato al quarto giorno, il gruppo è stato costretto a sospendere, suo malgrado, il ritiro del latte dalle stalle conferenti" dice infatti la nota della multinazionale francese proprietaria in Italia di Galbani, Vallelata, Cademartori, Invernizzi, President e della maggioranza di Parmalat. "Il blocco totale della distribuzione di prodotti - ha aggiunto Lactalis Italia - comporta la radicale riduzione delle lavorazioni e di conseguenza l'impossibilità di proseguire nell'approvvigionamento della materia prima dai propri conferenti latte".
La società transalpina non ha ritirato circa 60 mila litri di latte dalle stalle piemontesi, soprattutto nella zona del Novarese e del Biellese. Una volta tolto il blocco al magazzino di distribuzione di Ospedaletto Lodigiano la situazione sta lentamente tornando alla normalità.

A conferma della situazione di emergenza, il ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali ha reso noto che è stato firmato il decreto attuativo del Fondo Latte, strumento per sostenere la liquidità, la ristrutturazione dei debiti e gli investimenti degli allevatori italiani. "Si tratta di un intervento da 55 milioni di euro che rientra nel nostro Piano straordinario per il settore lattiero e si aggiunge alla cancellazione dell'Imu sui terreni, dell'Irap e all'aumento della compensazione Iva al 10% approvati con la legge di Stabilità. - ha commentato Martina - Siamo in campo con tutti gli strumenti a disposizione per sostenere il reddito degli allevatori che affrontano in questo momento una situazione di mercato preoccupante".
Il fondo latte, in particolare, prevede interventi per la ristrutturazione del debito, come l'abbattimento dei costi di garanzia e interessi nel limite del de minimis, e per favorire gli investimenti attraverso la possibilità di accedere al Fondo credito Ismea.

In agenda è previsto un incontro fra allevatori e produttori allo scopo di fissare un equo prezzo del latte alla stalla.


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