Beni di largo consumo: Italia 1° in Europa, +4% il fatturato

Beni di largo consumo: Italia 1° in Europa, +4% il fatturato

Stando ai dati del report Nielsen, nel secondo trimestre 2019 il nostro Paese ha registrato il giro d'affari più alto delle principali economie europee. Dietro di noi la Germania

Questo sito utilizza cookies per facilitare la navigazione del sito.
Se navighi su foodandtec.com, acconsenti all'utilizzo dei cookie.

Consulta le Modalità di trattamento dei dati personali

Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

02

Ottobre
2019

L'Italia si posiziona al primo posto nella classifica del largo consumo delle principali economie europee. Lo afferma il report trimestrale Nielsen Quarter by Numbers, che monitora l’andamento macroeconomico e del largo consumo in 15 Paesi dell’Unione Europea e in 15 altri Paesi del vecchio continente. Nel secondo trimestre 2019, infatti, il fatturato dei beni di largo consumo in Italia è cresciuto del +4,0%, derivante da un aumento dei volumi del +3,3% e da un incremento del +1,4% dei prezzi.
Dopo l’Italia si posiziona la Germania (fatturato +2,4%, volumi +1%, prezzi +1,4%), la Spagna (fatturato +2,3%, volumi +0,5%, prezzi +1,8%), la Francia (fatturato +1,3%, volumi -0,7%, prezzi +2%) e il Regno Unito (fatturato +0,7%, volumi -0,4%, prezzi +1,2%).
Il confronto con il secondo trimestre del 2018, evidenzia Nielsen, è però condizionato dalla Pasqua, che lo scorso anno è caduta nel primo trimestre.

L’ammontare della spesa nel largo consumo nel continente europeo in generale cresce del +3,4% nel secondo trimestre del 2019 rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente, una percentuale spiegata da una crescita in volumi del +0,5% e in prezzi del +2,9%.

“A fronte di nove mesi positivi per l’Italia, con una crescita in valore del +2% dall’inizio dell’anno, nei prossimi mesi - ha dichiarato Laurent Zeller, AD Nielsen Italia - si prevede che in Europa si verifichi un rallentamento economico dovuto alla Brexit e alle dispute sui dazi internazionali. In uno scenario così incerto, è probabile che la domanda si riduca lievemente soprattutto per i prodotti di largo consumo”.

Rispetto alla media europea, l’Italia è così al di sopra per fatturato (+4,0% vs +3,4%) e per volumi acquistati (+3,3% vs +0,5%) mentre è al di sotto della media dell’aumento dei prezzi (+0,7% vs +2,9%).

In generale l’economia europea sta già mostrando i primi segni di rallentamento: la crescita del PIL nell’Unione arriva a quota +0,2% nel secondo trimestre 2019 rispetto al primo trimestre 2019, mentre la crescita su base annua è del +1,4%, rispetto al +1,6% nel primo trimestre 2019.

A livello di continente, il Paese più in crescita è ancora la Turchia, anche grazie all’inflazione più alta (trend anno su anno +19,4%), mentre si rileva un calo nell’andamento dei volumi (-5,4%).
Gli altri Paesi che presentano tassi di crescita elevati sono Ungheria (+7,7%), Polonia (+7,1%), Repubblica Ceca (+6,6%), Slovacchia (+4,6%) e Portogallo (+4,2%).
La Finlandia, con +0,3%, ha l’incremento più contentuo.


Condividi su: