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La "viticoltura del dettaglio" a Castello di Meleto

Dalla zonazione dei suoli alla "zonazione climatica": i vitigni bio implementano centraline meteo e decine di sensori wireless per una viticoltura che va oltre la precisione grazie all'high tech

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07

Maggio
2020

Un modo innovativo per fare viticoltura biologica: da quest’anno i vigneti di Castello di Meleto saranno interamente mappati dal sistema Netsens che, grazie alla combinazione di tecnologia wireless e IoT (Internet of Things), permetterà di analizzare, filare per filare, i 140 ettari di vigneto.
L’azienda sarà la prima in Italia ad applicare il sistema a una superficie così ampia con la combinazione di centraline meteo e di decine di sensori wireless (nodi), sistemati all’interno del vigneto e non ai bordi, dove vengono posizionate normalmente le stazioni meteo. Una differenza sostanziale, che permetterà di avere uva viticoltura oltre la precisione, arrivando al "dettaglio". Il sensore dialoga con la centralina a cui fa capo, mentre i dati raccolti da tutte le centraline vengono inviati attraverso la rete, processati, analizzati e archiviati.

"Abbiamo voluto adottare un sistema innovativo per capire nel dettaglio i nostri vigneti, anzitutto per prevenire l’attacco delle malattie e dei parassiti e intervenire solo quando e dove ce n’è realmente bisogno. Inoltre potremo monitorare la maturazione delle uve per programmare al meglio le vendemmie comprendendo fino in fondo il microclima di ogni nostro angolo di vigneto", afferma Michele Contartese, direttore di Castello di Meleto.

Il sistema consente una precisa zonazione climatica ma anche di raccogliere dati storici che testimonino eventuali cambiamenti climatici.
"Con questa soluzione - sostiene Ruggero Mazzilli, agronomo fondatore della Stazione Sperimentale per la Viticoltura (Spevis) e consulente dell’azienda - porteremo una maggiore conoscenza in tutto il mondo della viticoltura con l’augurio che per il futuro il biologico divenga l’unico modo di produrre possibile."


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