La Piadina IGP va prodotta in Romagna

La Piadina IGP va prodotta in Romagna

Lo afferma una sentenza del Tribunale UE: i consumatori la associano alla Romagna e, che sia fatta artigianalmente o industrialmente, da quel territorio deve provenire

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24

Aprile
2018

"La IGP Piadina romagnola, industriale o artigianale, va prodotta in Romagna". Lo ha deciso il Tribunale UE in una sentenza, respingendo il ricorso di un'azienda italiana non locale, la CRM srl, che voleva usare comunque il marchio della denominazione protetta. Questa azienda a Modena produce prodotti da forno, in particolare diverse tipologie di “piadine romagnole”. I suoi dirigenti avevano chiesto l’annullamento del Regolamento di esecuzione UE (174/2014) della Commissione, che iscrive la Denominazione nel Registro delle denominazioni di origine protette e delle indicazioni geografiche protette con il nome: Piadina Romagnola/Piada Romagnola (IGP). La CRM sostiene che riservare l’uso della denominazione romagnola alle piadine/piade prodotte nell’area geografica protetta rendeva impossibile l’esercizio della propria attività, in quanto il proprio stabilimento di produzione si trova al di fuori di questa area, ma appunto a Modena, in Emilia.
Stando ai giudici UE, però, il consumatore associa la piadina IGP al territorio della Romagna. Il legame esiste in ragione di fattori umani: "grazie alle tecniche di produzione della piadina, trasmesse in Romagna di generazione in generazione, inizialmente per il consumo immediato e poi per la consumazione differita, e grazie agli eventi socio-culturali organizzati dalla popolazione romagnola - affermano i giudici - il consumatore associa l’immagine della piadina romagnola, a prescindere dalle modalità artigianali o industriali di realizzazione, al territorio della Romagna”.


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