La pesca mondiale è sottostimata del 30%

La pesca mondiale è sottostimata del 30%

Lo afferma uno studio canadese che denuncia 32milioni di tonnellate l'anno di pescato non dichiarati: a rischio gli stock

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21

Gennaio
2016

Quasi un terzo della pesca mondiale avviene senza che sia conteggiata nei dati ufficiali, mettendo a rischio le politiche di conservazione che puntano ad arginare gli eccessi di prelievo nei mari per garantire il futuro degli stock ittici già in ampia parte sovrasfruttati. Lo sostiene una ricerca dell'Università della Columbia Britannica pubblicato su Nature Communications, secondo cui negli ultimi sessant'anni la pesca è stata sottostimata, così come ora è sottostimata la sua contrazione. Secondo questo studio, nel mondo si pescano 109 milioni di tonnellate di pesce all'anno, circa il 30% in più dei 77 milioni dichiarati da oltre duecento Paesi alla Fao nel 2010: ogni anno non vengono denunciati 32 milioni di tonnellate di pescato.

Questo accade perché, spiegano gli esperti, la maggior parte degli Stati concentra gli sforzi di raccolta dei dati sulla pesca industriale, escludendo categorie più difficili da tracciare come la pesca artigianale, di sussistenza e illegale. Da ciò dipende anche il fatto che dal 1996 al 2010, secondo la Fao, la pesca mondiale è diminuita di 380mila tonnellate all'anno, mentre secondo gli studiosi il calo è di 1,2 milioni di tonnellate all'anno.

Daniel Pauly, uno degli autori dello studio, ha evidenziato che "il mondo sta prelevando da un conto bancario comune senza sapere quanto è già stato preso e a quanto ammonta il saldo residuo"; è quindi necessaria una migliore stima di quanto stiamo pescando al fine di assicurarci  abbastanza pesce per sostenerci in futuro.


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