La cucina con maggiore potenziale di crescita all’estero? Quella italiana

La cucina con maggiore potenziale di crescita all’estero? Quella italiana

Il mercato della ristorazione italiana vale €229 miliardi, in crescita del +10,6% dal 2016. La Cina è il primo mercato per valore (€71 mld). Gli Stati Uniti sono il Paese dove è maggiore la penetrazione della nostra cucina nel mondo

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Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

19

Novembre
2019

Deloitte ha presentato a Milano lo scorso 18 novembre 2019 un’anticipazione della ricerca Italian Cuisine Market Monitor, una fotografia, realizzata in collaborazione con ALMA, sullo stato dell’arte del mercato foodservice a livello locale e globale. L’analisi si concentra sulla cucina italiana nel mondo, e dà una panoramica su dimensionamento, market share e posizionamento, evidenziando le prospettive di crescita.

Il foodservice cresce nel mondo

La ristorazione mondiale ha chiuso positivamente il 2018 raggiungendo un valore pari a 2.563 miliardi di euro. Di questi, il 46% è stato totalizzato nell’area Asia Pacific, che ha trainato la crescita del settore riportando un +4,1% (compound annual growth rate 14-18), davanti a Nord America (+2%) ed Europa (+1,2%). Si prevede che lo sviluppo del foodservice proseguirà nel periodo 2018-2022, sebbene a un ritmo leggermente più moderato (2,4%), generato in larga parte dalla performance di Asia Pacific (+2,7%) e del resto del mondo (+3,8%).

“L’espansione del mercato foodservice è favorita dalle abitudini di acquisto nelle diverse aree geografiche - spiega Tommaso Nastasi, Partner di Deloitte -. Il consumo di pasti fuori casa è diffuso nell’area Asia Pacific grazie alle convenienti offerte degli street stalls, che si confermano il canale più performante nella regione. L’andamento positivo in Nord America è condizionato dai gusti dei consumatori che scelgono il pasto fuoricase considerando le diverse cucine nazionali più ancora di qualità, prezzo o lacation. In paesi come l’Italia, invece, la convivialità rimane la principale motivazione alla base dei consumi fuori casa.”

Il primato del Full-Service Restaurant

Con il 50% di share di mercato, il Full-Service Restaurant si conferma il primo canale della ristorazione mondiale. Sebbene continuino a guadagnare valore (+2,7%), i Full-Service Restaurants hanno registrato un tasso di crescita inferiore rispetto a canali quali gli Street Stalls (+3,7%) e i Limited-Service Restaurant (+2,8%).

I primi dieci Paesi per dimensioni di mercato rappresentano il 77% del valore della ristorazione Full-Service, trainati da Cina e India. Il principale mercato di riferimento per il Full-Service Restaurant, infatti, rimane l’Asia Pacific. Per quest’area si stima una crescita più contenuta nel periodo 2018-2022 rispetto al quadriennio precedente (+4,6% CAGR 14-18 contro +2,8% CAGR 18-22), mentre si prevede uno sviluppo più rapido in Europa (+1,1%) rispetto al Nord America (+0,5%).

È italiana la cucina con maggiore potenziale di crescita all’estero

Un intervistato su due dichiara di vedere maggiore potenziale di crescita all’estero per la cucina italiana. Al secondo posto segue con il 40% quella giapponese, mentre la cucina francese chiude il podio raccogliendo le preferenze di uno su tre, staccando le aspettative di crescita della cucina asiatica (13%).

“Fattori come la qualità delle materie prime utilizzate dalla cucina italiana - commenta Tommaso Nastasi - ma anche la diffusione di abitudini e prodotti Slow Food vanno incontro alla sempre maggiore attenzione alla salute che caratterizza il consumatore di oggi”.

Stati Uniti e Cina, primi mercati per la cucina italiana nel mondo

Nel 2018, il giro d’affari della cucina italiana nel mondo si è attestato a 229 miliardi di euro, in crescita del 10,6% rispetto al 2016. Di questi, solo 39 sono stati realizzati all’interno dei confini nazionali, rendendo di fatto l’Italia il terzo mercato dopo Cina e Stati Uniti. Con 71 miliardi, la Cina è il primo mercato per valore sul totale della ristorazione nel Paese, con una penetrazione pari al 15,8%. Sono gli Stati Uniti a riportare il tasso di penetrazione maggiore, pari al 35,7%, e un giro d’affari complessivo di 69 miliardi di euro.

Seppure con valore totale più contenuto rispetto alla top 3, anche India e Brasile dimostrano un’alta penetrazione della cucina italiana (rispettivamente 24,9% e 28,2%). In Europa, invece, i principali mercati sono Regno Unito, Spagna e Francia, per cui la ristorazione italiana pesa tra i 4 e i 3 miliardi di euro.

Atout: qualità e sostenibilità

Si allarga la proposta dei cibi funzionali come i prodotti anti invecchiamento, e anche degli alimenti free from, destinati a consumatori con allergie e intolleranze alimentari o che scelgono di evitare un determinato ingrediente. Basti pensare che si stima che il mercato dei prodotti senza glutine duplicherà il proprio valore passando dalle 456,7 tonnellate del 2017 alle 938,7 tonnellate nel 2026.

La sostenibilità rimane una priorità per ristoranti e supermercati, a cui verrà richiesta una sempre maggiore attenzione nell’indicazione della provenienza dei prodotti e nell’offerta di packaging eco-friendly, capaci di guidare l’acquisto del 72% dei cittadini europei.

Tendenze: esperienza e digitale

Il ristorante rimane il luogo dell’esperienza, dove al piacere della cucina si affianca l’intrattenimento, come dimostra la crescente popolarità dei designer restaurant. A lato di soluzioni più esclusive, prende piede il formato dei grocerant, ibrido tra supermercato e ristorante, che attira l’interesse dei consumatori attenti alla convenienza e all’accessibilità dell’offerta.

Si conferma la volontà del consumatore di compiere scelte informate, supportate in molti casi dalle numerose opzioni di delivery, per cui la forma principale rimane il Platform-to-Consumer Delivery. Si stima che il mercato del food delivery ammonterà a oltre €95 miliardi nel 2019 (+17.5% year-over-year), confermandosi servizio cruciale per ristoranti e supermercati.


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