L'agricoltura italiana è virtuosa

L'agricoltura italiana è virtuosa

Il nostro comparto è al primo posto in Europa per le ridotte emissioni di CO2. Secondo Fondazione Barilla Center for Food and Nutrition ci sono altri 4 Paesi nel mondo che si distinguono per sostenibilità

Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

04

Agosto
2017

Fondazione Barilla Center for Food and Nutrition svela i cinque Paesi "dove il cambiamento per un mondo migliore sta già avvenendo", perché in grado di offrire cibo con il valore aggiunto di una produzione sostenibile, con attenzione rivolta alla riduzione di emissioni di CO2, che incentivi l'impiego di giovani in agricoltura, che riduca lo spreco alimentare, o converta numerosi terreni al biologico. Stiamo parlando di Italia, Brasile, Australia, Francia e Germania, i Paesi che, attraverso delle pratiche virtuose nel campo della produzione del cibo, stanno contribuendo a cambiare in positivo i sistemi alimentari e per questo riconosciuti ai primi posti del Food Sustainability Index, realizzato da Fondazione Barilla Center for Food & Nutrition in collaborazione con The Economist Intelligence Unit.

Dall'analisi emerge che la Francia e Australia sono campioni nella lotta allo spreco alimentare, in Brasile l'agricoltura è particolarmente giovane, l'Italia è al top europeo per ridotte emissioni di C02 in agricoltura e la Germania sta puntando sull'agricoltura biologica.

Nel dettaglio, secondo l'analisi di Fondazione Barilla, l'Italia svetta in Ue per le ridotte emissioni di CO2 in agricoltura, -34% rispetto ai metodi tradizionali di coltivazione.
Francia e Australia sono i Paesi che più di tutti ha fatto passi in avanti nella lotta allo spreco alimentare. In Francia solo il 2,31% del cibo prodotto si perde all'interno della filiera, grazie a una legge all'avanguardia del 2016 che ha reso obbligatorio riutilizzare le derrate alimentari ancora commestibili ma rimaste invendute. Bene anche l'Australia che ha realizzato un sistema di gestione dei rifiuti efficiente ed economicamente responsabile che arriva a sprecare solo lo 0,66% di tutto il cibo prodotto.
Il Brasile da parte sua si segnala perché un agricoltore su tre ha meno di 24 anni. Quanto alla Germania, punta molto sul biologico con il 6,27% del totale dei terreni adibito a queste colture e l'obiettivo di arrivare al 20% entro pochi anni. Ricordiamo però, e dev'essere sfuggito a Fondazione Barilla, che l'Italia ha una superficie quasi doppia rispetto alla Germania, arrivando al 12% di terreni coltivati con prodotti biologici.


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