Italiani sperimentatori

Italiani sperimentatori

Secondo l'indagine "Italiani Coop" un italiano su tre consuma nuovi alimenti, per lo più salutari. Tradizionalisti puri (38%), Innovatori (31%) Low cost (9%) compongono le nuove tribù alimentari

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prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

29

Agosto
2018

Chi vorrebbe mangiare solo alimenti biologici, chi meno carne, chi più pesce e chi digiunerebbe. L’Ufficio Studi Coop ha chiesto a 7000 italiani come definirebbero il loro stile alimentare e pare che non siamo più così affezionati alla tradizione come un tempo. Italiani Coop è, appunto, il risultato del sondaggio fatto su persone tra i 18 e i 65 anni nel periodo maggio-giugno 2018.

La domanda posta agli intervistati (metodologia Cawi - computer assisted web interview) su questo tema era piuttosto semplice: “Mi può dire quale dei seguenti stili alimentari segue/ha seguito”.
Le risposte possibili spaziavano da “Tradizionale/Tipico” a  “Digiuno spesso perché ritengo faccia bene” o “Vegano”.

Dalle risposte è emersa un’Italia che inizia a muoversi dalla tradizione con un intervistato su tre che sperimenta nuovi cibi. Va detto che il 22% non ha saputo attribuire a se stesso nessuno stile alimentare particolare al momento in cui è stato intervistato; il resto del campione si è suddiviso in tre grandi tribù alimentari: i tradizionalisti puri (38%), gli innovatori (31%) e i low cost (9%).

I tradizionalisti sono coloro che amano le vecchie ricette di famiglia e i prodotti che conoscono. Gli innovatori sono coloro che vogliono sperimentare e lo fanno in ogni aspetto della loro vita, ma prima di tutto a tavola. Tra loro ci sono i vegani e vegetariani 8%, i reducetariani 7% (che diminuiscono il consumo di carne), i “senza” 9% (che rinunciano a lattosio e glutine) e i biosalutisti 7%.  

La tribù più piccola è quella dei “low cost” che è stata considerato a parte perché la loro scelta alimentare non deriva da una reale volontà: anche loro sarebbero degli innovatori se potessero permetterselo.

Come ogni famiglia, anche quella alimentare si traduce in un diverso modo di concepire la vita in genere. Gli innovatori, come emerge dalle interviste, sono tali tra i fornelli ma anche nella vita: più sportivi e iperattivi sono gli italiani più attenti alle mode, all’estetica, ai cambiamenti del mondo e alla comunicazione e ai social. A caccia di nuove spiritualità sperimentano le discipline orientali o quelle meditative, insoddisfatti del loro corpo ricorrono spesso alla chirurgia.

Al contrario i tradizionalisti amano i vecchi mezzi di comunicazione come la televisione. Leggono poco, preferiscono la musica pop e non praticano molto sport. Nel campione di intervistati sono risultari fra i più felici, i più soddisfatti e in grado di definire positivamente le proprie relazioni con la famiglia e con gli amici.

Il low cost, come detto, risultano "atipici". Vorrebbero essere degli innovatori ma in buona parte non se lo possono permettere per motivi economici. Se risparmiano quindi sulla tavola, acquistano più degli altri le ultime tecnologie. Fanno molto sport scegliendo attività non troppo costose, sono su tutti i social, seguono le nuove serie tv come Game of Thrones e sono i più atei e agnostici tra gli intervistati.

 


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