Industria alimentare: cresce il fatturato. Di più al Sud

Industria alimentare: cresce il fatturato. Di più al Sud

Secondo l'ultimo Rapporto ISMEA il giro d'affari delle imprese al Sud (+5.4%) aumenta più che al Nord (+4.4%). In rapida ascesa anche il fatturato delle imprese giovani (+12% vs +8%)

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Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

15

Aprile
2019

Il dato è in controtendenza rispetto alle dinamiche economiche del Paese e riguarda la filiera alimentare: il fatturato delle industrie cresce più al Sud. È quanto emerge dallo studio realizzato da ISMEA, in collaborazione con Fiera di Parma e Federalimentare, sulle 1.526 imprese alimentari dotate di bilancio e fatturato superiore a 10 milioni di euro.

Sebbene solo il 23% delle aziende medio-grandi si collochi nel Mezzogiorno, dove prevale una presenza ancora massiccia di imprese medio-piccole, negli ultimi tre anni il fatturato dell'industria alimentare è cresciuto di più nelle imprese meridionali (+5,4%) che in quelle del Centro-Nord (+4,4%).

Sono molteplici le ragioni della performance che si sta registrando al Sud, dove nel complesso si contano oltre 344mila imprese agricole e quasi 34mila dell'industria alimentare, pari al 18,5% del tessuto imprenditoriale dell'area:
 • Qui operano la maggioranza delle aziende dei comparti più dinamici come quello delle conserve vegetali e vi è una buona rappresentatività di comparti con buone performance a livello nazionale, quali lattiero-caseario, vino, salumi e carni.
• Vi risiedono aziende che lavorano prodotti specifici con una dinamica molto elevata (e maggiore che nel Centro-Nord) in comparti che hanno fatto registrare ottime performance, quali caffè, cioccolato e confetteria (+14%), prodotti da forno (+18%), olio (+21%).
• C'è maggiore incidenza di imprese di media dimensione (50-250 dipendenti), il cui fatturato è cresciuto più della media sia nel Mezzogiorno (+7,5%) sia nel Centro-Nord (+8,7%).
• Ci sono imprese più "giovani" (con meno di 25 anni di attività), in genere più dinamiche, che hanno realizzato una crescita a due cifre del fatturato (+12% contro il +8% nel Centro-Nord).

Uno degli elementi di competitività è rappresentato dal prodotto made in Italy e di fatto il 55% di un campione di imprese intervistato prevede nella propria strategia di comunicazione la dicitura "100% italiano".
Dal 2015 al 2018, il mercato dell'UE è infatti aumentato per oltre il 70% degli intervistati e oltre il 50% delle imprese ha visto aumentare la propria quota di mercato soprattutto grazie alla leva della qualità e del made in Italy.

Permangono fattori limitanti come il minore grado d'innovazione tecnologica riscontrabile anche dal livello più basso di immobilizzazioni immateriali e finanziarie e la forte dipendenza da fonti esterne di finanziamento che rende difficile l'accesso al credito per ulteriori investimenti.

La competitività dell'agroalimentare del Mezzogiorno


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