In Toscana nasce l'Olio Radicondoli

In Toscana nasce l'Olio Radicondoli

Grazie a un Piano Integrato di Filiera da 1 milione e 200mila euro, debutta sul mercato l’Olio di Comunità

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Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

17

Novembre
2020

Francesco Guarguaglini, sindaco di Radicondoli, ha annunciato la prima produzione di Olio Radicondoli: "C’è un vento nuovo che soffia sul territorio, di sviluppo e valorizzazione. Nasce in questo contesto Olio Radicondoli, frutto di una realtà che innova e fa della resilienza, del senso di comunità la propria forza”.

Il progetto vale 1 milione e 200mila euro e deriva da un Piano Integrato di Filiera della Regione Toscana che ha coinvolto 10 imprese agricole della rete dei coltivatori Rete Evolution, due Università e l’amministrazione locale.

Grazie all'investimento da quest’anno c’è un frantoio completamente rinnovato, tecnologie all’avanguardia per il controllo della mosca grazie a un software realizzato da Aedit, spin off del Sant’Anna di Pisa. E un olio di comunità: sono i coltivatori che hanno partecipato al progetto a cedere una parte del loro prodotto per la nuova etichetta.

L’olio doveva essere sul mercato già lo scorso anno, ma l’attacco di mosca ne ha limitato la  produzione. La commercializzazione prenderà il via immettendo sul mercato 2/3000 litri contando, nei prossimi anni, di raddoppiare la produzione. Grazie al PIF è stato creato un raggruppamento di imprese. Ognuna cede con una percentuale libera dell’olio che produce per l’Olio Radicondoli che ha caratteristiche specifiche in relazione ad acidità, polifenoli e perossidi. Chi ha partecipato al progetto, ha investito in vari modi. Il Frantoio Pagliai (capofila) ha acquistato nuovi macchinari, altre aziende agricole hanno ampliato i terreni adibiti ad oliveto, qualcuno ha fatto infoltimenti e qualcuno ha recuperato vecchi oliveti abbandonati. In totale ci sono 15 ettari di nuovi impianti (più di 5000 nuovi olivi di cultivare toscane) e per altrettanti è in corso il recupero.

Le caratteristiche dell’Olio Radicondoli

Un disciplinare è stato introdotto con indicazioni sia per la raccolta sia per i tempi di frangitura. L’Olio Radicondoli "ha qualità chimico-fisiche di eccellenza: acidità inferiore a quella ammessa per le DOP e IGP e un'altissima carica di polifenoli. Risultati possibili anche grazie alle tecnologie in frantoio. Le olive vengono raccolte e frante nel giro di poche ore e questo fa sì che l’acidità sia ridotta al minimo - racconta Pierangelo Beata, Frantoio Pagliaia -. Per la raccolta viene valutata l’invaiatura dell’oliva. Quando sulla pianta è presente il 50-70% di olive invaiate, c’è la massima carica di polifenoli. E a quel punto le aziende partono con raccolta e frangitura in modo da avere l’olio con parametri organolettici e chimici di eccellenza".
L’80% del territorio coltivato è biologico: "Il software realizzato da Aedit, spin off del Sant’Anna di Pisa, invia con qualche giorno di anticipo un allarme su un probabile attacco di mosca in modo di avere il tempo per fare trattamenti bio ed evitare danni alle olive".

Per il corretto funzionamento del software occorrono molti dati meteo, e la rete dei coltivatori, Rete Evolution, ha a disposizione questi dati grazie alle stazioni agro meteo acquistate dall’amministrazione comunale con l’intervento di Cosvig. "Tramite whatsapp  vengono comunicati i risultati a tutte le aziende della zona  - spiega Beata .- Quando ci sono degli allarmi mosca vengono fatti i trattamenti in contemporanea. Quest’anno sono stati fatti dai 3 ai 5 trattamenti sulle olive a seconda dei prodotti usati. Sono state impiegate differenti strategie in zone diverse: dai funghi (microspore) antagonisti naturali della mosca, a una miscela basata sul tannino del legno che disturba la mosca. E poi ci sono i trattamenti naturali anti stress a base di alghe dell’oceano atlantico che aiutano la pianta a superare fasi critiche come durante l’allegagione o legate a fenomeni come la siccità”.

Il frantoio

Da una capacità di circa di 4 quintali all’ora è passato a 20. Sono state installate macchine di ultima generazione a partire dal frangitore monogriglia a martelli, che esalta gli aromi e i profumi e permette un tipo di rottura dell’oliva che lascia più polifenoli nel prodotto finale. Le gramolatrici Molinova, completamente chiuse, fanno sì che non ci sia contatto con l’aria esterna e non inizi l’ossidazione. Anche in questo modo si tiene bassa l’acidità nell’olio.  

La comunità ha acquistato l’Oxi tester che permette di fare le analisi chimiche in frantoio per acidità, polifenoli e perossidi. Inoltre è disponibile il filtro a maniche in acciaio inox per il filtraggio dell’olio per chi vuole imbottigliare subito il prodotto e fare in modo che mantenga parametri costanti nel tempo eliminando le impurità.
Nella zona imbottigliamento ed etichettatura vi è la possibilità di insufflare azoto o argon nelle lattine e bottiglie, per una conservazione ottimale del prodotto.

L’azienda capofila insieme all’Università di Siena e al Sansificio Caldini ha studiato il metodo per il recupero della polpa della sansa per farne un ammendante sotto forma di farina poi pellettizzata.

Il Comune ha seguito la realizzazione del progetto, con l’obiettivo di stimolare l’imprenditoria e sostenerla: "Insieme a Cosvig abbiamo anche acquistato due stazioni agro meteo - fa notare il sindaco Francesco Guarguaglini - . Se nasce l’olio Radicondoli vuol dire che c’è un tessuto capace di fare dell’innovazione il proprio terreno di sperimentazione. Da dicembre 2019 ad ora il Comune ha investito circa 600mila euro per il sostegno alle imprese e per stimolare la residenza: contributi prima casa, rimborsi per i pendolari". 

Foto by Laura Caini


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