In Giappone il Parma è IG

In Giappone il Parma è IG

Il Prosciutto crudo DOP è stato riconosciuto, primo prodotto non autoctono, come Indicazione Geografica dal governo giapponese. Farà da apripista alle altre denominazioni?

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02

Ottobre
2017

Con circa 107.000 prosciutti e un valore di 11 milioni di euro, oggi il Giappone è il primo mercato asiatico in termini di esportazioni e il secondo, dopo gli USA, al di fuori dell'Unione Europea. Un successo enorme per la DOP parmense, se si considerano le abitudini alimentari di un Paese molto diverso dall’Italia dove il prosciutto crudo non appartiene tradizionalmente alla cultura alimentare giapponese.
Per questi motivi è di grande importanza il traguardo raggiunto dal Prosciutto di Parma, primo e unico prodotto non giapponese a essere riconosciuto come Indicazione Geografica dal governo del Sol Levante. La cerimonia ufficiale si è tenuta nei giorni scorsi nella prefettura di Chiba presso AEON MALL Makuhari New City. L’evento è stato l’ultimo anello di un lungo iter burocratico e politico che ha avuto lo scopo di accertare e conoscere da vicino il Prosciutto di Parma e il metodo di lavorazione.

"Ora con questo riconoscimento, il Prosciutto di Parma potrà contare sul medesimo livello di tutela di cui gode attualmente in Europa. Il nostro prodotto - ha dichiarato Stefano Fanti, direttore del Consorzio del Prosciutto di Parma - diventerà inoltre ancora più riconoscibile sul mercato nipponico per i nostri consumatori grazie all’applicazione del logo della IG giapponese in etichetta. Questo ci permetterà di diffondere il concetto di DOP e ci aiuterà a raccontare sempre meglio le caratteristiche che lo rendono unico al mondo".

Il Consorzio del Prosciutto di Parma ha sempre riservato una grande attenzione all’attivazione di sistemi di tutela della denominazione e del marchio e al di fuori dei confini europei, la registrazione del marchio si è dimostrato il metodo più efficace, ma il riconoscimento come Indicazione Geografica permette di rafforzare la tutela del prodotto perché, alla protezione diretta del Consorzio sui diritti di proprietà intellettuale, si aggiunge l’attività di tutela ufficiale da parte delle Autorità locali.

"È un passo significativo - ha continuato Fanti - che ci auguriamo possa aprire la strada ad altri prodotti italiani ed europei a indicazione geografica per l’ottenimento della registrazione tramite l’Accordo bilaterale UE-Giappone".


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