Il vino non potrà dirsi

Il vino non potrà dirsi "italiano" se prodotto con uve straniere

Rettificato il Regolamento della Commissione europea. L'origine dei vini varietali dovrà corrispondere al luogo di raccolta e non di trasformazione

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20

Novembre
2018

"Grazie ad un lavoro di squadra con i rappresentanti del settore in Italia abbiamo fatto notare l'errore alla Commissione UE che ha corretto il testo dell'atto in applicazione della normativa europea. Decisivo è stato il ruolo del Parlamento europeo''. Lo ha detto a Bruxelles Paolo De Castro, primo Vicepresidente della Commissione agricoltura, commentando la rettifica al Regolamento della Commissione europea, in cui viene chiarito che l'indicazione di origine che accompagna i vini varietali (che riportano in etichetta solo il nome di uno o più varietà di uve) dovrà corrispondere al luogo in cui le uve sono state raccolte e non solo trasformate in vino.

"Appena il Parlamento ha ricevuto per verifica il testo controverso dell'Esecutivo, abbiamo chiesto di portare il tempo di consultazione dagli iniziali due mesi a quattro, invitando la Direzione generale dell'agricoltura a spiegare in Commissione Agricoltura la sua posizione. Di fronte all'evidenza dei rischi per il settore e per i consumatori - ha proseguito De Castro - i funzionari del commissario Phil Hogan non hanno esitato a portare le rettifiche necessarie''.
''Non abbiamo mai abbassato la guardia e continueremo a farlo anche nella prossimo legislatura'' ha concluso il Vicepresidente della Commissione agricoltura.


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