Il vero pane fresco si distinguerà per legge

Il vero pane fresco si distinguerà per legge

Arriva a Montecitorio la proposta normativa che restringe la possibilità di utilizzare la denominazione "fresco", vietandola al pane precotto venduto dalla Gdo

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prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

07

Ottobre
2015

Il deputato Giuseppe Romanini, componente della Commissione Agricoltura, ha illustrato la proposta di legge presentata assieme ai cofirmatari Luca Sani e Nicodemo Oliverio, presidente e capogruppo della Commissione Agricoltura, riguardante la dicitura "pane fresco".

Il testo ha l'obiettivo di garantire l'effettiva distinzione tra il pane fresco artigianale e il pane conservato, consentendo ai consumatori di scegliere con informazioni corrette tra pane di giornata e quello sfornato anche al momento, come avviene nei supermercati, ma su basi surgelate.

Già la legge Bersani 248 del 2006 prevedeva la distinzione tra pane fresco artigianale e pane ottenuto da prodotti intermedi di panificazione ma il decreto legislativo di attuazione non ci fu perché cadde il governo.

Per l'esecutivo attuale è necessario un nuovo quadro legislativo che accompagni gli acquirenti con informazioni più veritiere: la proposta di legge recita al comma 4 dell'articolo 2 che "è fatto divieto di utilizzare la denominazione di pane fresco per il pane destinato ad essere posto in vendita il giorno successivo a quello in cui è stato completato il processo produttivo, indipendentemente dalle modalità di conservazione adottate, nonchè per il pane posto in vendita successivamente al completamento della cottura di pane precotto, comunque conservato e per il pane ottenuto dalla cottura di prodotti intermedi di panificazione, comunque conservati".


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