Il Recovery Fund è realtà

Il Recovery Fund è realtà

Raggiunto l'accordo fra i 27 Stati. 750 miliardi per affrontare la crisi post pandemia. All'Italia 209 miliardi di cui 82 a fondo perduto. Gentiloni: "La decisione più importante dopo l'Euro"

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21

Luglio
2020

I leader europei hanno raggiunto lo storico accordo sul Recovery Fund e il Bilancio UE 2021-2027 al termine di un negoziato durato quattro giorni e quattro notti. Si tratta del summit più lungo della storia dell'Unione Europea. Il Recovery Fund ha una dotazione di 750 miliardi di euro, di cui 390 miliardi di sussidi. Il bilancio è stato fissato a 1.074 miliardi. 

All'Italia l'intesa porta una dote di 209 miliardi: il premier Giuseppe Conte è riuscito a strappare un piatto ancora più ricco (82 miliardi di sussidi e 127 di prestiti) rispetto alla proposta della Commissione di maggio, che destinava al nostro Paese 173 miliardi (82 di aiuti e 91 di prestiti). "Avremo una grande responsabilità: con 209 miliardi abbiamo la possibilità di far ripartire l'Italia con forza e cambiare volto al Paese. Ora dobbiamo correre", ha commentato molto soddisfatto il presidente del Consiglio. "Abbiamo approvato un piano di rilancio ambizioso e adeguato alla crisi che stiamo vivendo - ha continuato -. Abbiamo conseguito questo risultato tutelando la dignità del nostro Paese e l'autonomia delle istituzioni comunitarie".

"Il vertice infinito è finito con un'intesa. Quella sul piano NextGenerationEu è la più importante decisione economica dall'introduzione dell'euro". Lo scrive in un tweet il commissario UE per l'Economia Paolo Gentiloni. "Per la Commissione che ha proposto il piano, comincia la sfida più difficile. L'Europa è più forte delle proprie divisioni".

"L'abbiamo fatto. Ci siamo riusciti. L'Europa è solida, è unita: è stato difficile", le parole del presidente del Consiglio europeo, Charles Michel. "L'Europa ha ora la possibilità di uscire più forte dalla crisi", dice la presidente della Commissione UE Ursula von der Leyen. Parla di "buon segnale" la Cancelliera tedesca, Angela Merkel, mentre il presidente francese, Emmanuel Macron, ha evidenziato le "conclusioni storiche di un vertice difficile, con visioni diverse dell'Europa".

La dotazione

L'annuncio dell'intesa è arrivato intorno alle 5.30 del mattino del 21 luglio, dopo che i leader hanno trascorso ore e ore a ricontrollare tutti i documenti concordati. L'ultimo tema più controverso - il rispetto della condizionalità sullo stato di diritto - è stato risolto per acclamazione contraddicendo le più fosche previsioni. La soluzione è stata individuata dopo un meticoloso lavoro di cucitura, a piccoli gruppi, svoltosi nella giornata di lunedì 20 luglio, per modificare la proposta presentata sabato.

La dotazione complessiva del piano per sostenere i Paesi più colpiti dal passaggio del Covid-19 è rimasto fissato a 750 miliardi. E dopo varie oscillazioni (da 500 a 450, a 400) l'asticella della quota di sussidi si è fermata a 390 miliardi di euro, con la Resilience e Recovery Facility, il cuore del Fondo per il rilancio economico, allocato direttamente ai Paesi secondo una precisa chiave di ripartizione, a 312,5 miliardi.

I tagli

La sforbiciata ha ridotto invece i trasferimenti spacchettati tra i programmi, 77,5 miliardi (rispetto ai 190 mld pensati dalla Commissione). In particolare, è stata azzerata la dotazione di Eu4Healt, il nuovo programma europeo per la sanità. A farne pesantemente le spese, anche il Just Transition Fund e il Fondo agricolo per lo sviluppo rurale.

Il Bilancio UE

Il bilancio europeo 2021-2027 è rimasto a 1.074 miliardi di impegni. Ma sono stati accontentati i Frugali con i rebate, i rimborsi introdotti per la prima volta su richiesta del Regno Unito ai tempi di Margaret Thatcher, che con la Brexit molti leader UE avrebbero voluto cancellare. In alcuni casi sono stati raddoppiati. Alla Danimarca sono andati 322 milioni annui di rimborsi (rispetto ai 222 milioni della proposta di sabato); all'Olanda 1,921 miliardi (da 1,576 miliardi); all'Austria 565 milioni (da 287), e alla Svezia 1,069 miliardi (da 823 milioni).

La governance

Risolta anche la spinosa questione della governance sull'attuazione delle riforme dei piani nazionali che dovranno essere presentati dai Paesi per avvalersi delle risorse. In sostanza, i piani presentati dagli Stati membri saranno approvati dal Consiglio a maggioranza qualificata, in base alle proposte presentate dalla Commissione.
La valutazione sul rispetto delle tabelle di marcia e degli obiettivi fissati per l'attuazione dei piani nazionali sarà affidata al Comitato economico e finanziario (Cef), gli sherpa dei ministri delle Finanze. Se in questa sede, "in via eccezionale", qualche Paese riterrà che ci siano problemi, potrà chiedere che la questione finisca sul tavolo del Consiglio Europeo prima che venga presa qualsiasi decisione.

Special meeting of the European Council (17, 18, 19, 20 and 21July 2020): Conclusions - IL DOCUMENTO

Fonte: ANSA


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