Il nuovo Regolamento UE 625/17. L’impatto sugli operatori

Il nuovo Regolamento UE 625/17. L’impatto sugli operatori

Il 14 dicembre 2019 sarà una data importante per i controlli ufficiali: il nuovo Reg. UE 2017/625 diventerà applicabile. L'avvocato Chiara Marinuzzi ne illustra le ricadute sull’operatività delle aziende

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Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

08

Aprile
2019

A cura dell'Avvocato Chiara Marinuzzi
Studio Legale Avv. Gaetano Forte, Diritto penale agroalimentare, sicurezza alimentare e informazioni ai consumatori


La normativa in oggetto riguarda i controlli ufficiali e le altre attività ufficiali effettuati per garantire l'applicazione della legislazione sugli alimenti e sui mangimi, delle norme sulla salute e sul benessere degli animali, sulla sanità delle piante nonché sui prodotti fitosanitari.
Si tratta di un documento imponente caratterizzato da 99 considerando e 167 articoli che peraltro non può dirsi definito in quanto mancano ancora numerosi regolamenti di esecuzione e delegati che negli anni successivi all’applicazione del regolamento andranno a definire tutti gli aspetti di dettaglio. Viene quindi a decadere il vecchio Reg. CE 882/04 che, appunto, regolava i controlli ufficiali, e il Reg. CE 854/04, specificamente diretto ai controlli ufficiali sui prodotti di origine animale, oltre ad altri regolamenti che si occupavano della materia.
Un aspetto importante è dato dal campo di applicazione che oggi vede annoverate materie prima oggetto di separata regolamentazione.

Il regolamento ha ad oggetto:
a)  gli alimenti e la sicurezza alimentare, l'integrità e la salubrità, in tutte le fasi della produzione, della trasformazione e della distribuzione di alimenti, comprese le norme volte a garantire pratiche commerciali leali e a tutelare gli interessi e l'informazione dei consumatori, la fabbricazione e l'uso di materiali e oggetti destinati a venire a contatto con alimenti;
b)  l'emissione deliberata nell'ambiente di organismi geneticamente modificati (OGM) a fini di produzione di alimenti e mangimi;
c)  i mangimi e la sicurezza dei mangimi in qualsiasi fase della produzione, della trasformazione, della distribuzione e dell'uso di mangimi, comprese le norme volte a garantire pratiche commerciali leali e a tutelare la salute, gli interessi e l'informazione dei consumatori;
d)  le prescrizioni in materia di salute animale;
e)  la prevenzione e la riduzione al minimo dei rischi sanitari per l'uomo e per gli animali derivanti da sottoprodotti di origine animale e prodotti derivati;
f)  le prescrizioni in materia di benessere degli animali;
g)  le misure di protezione contro gli organismi nocivi per le piante;
h)  le prescrizioni per l'immissione in commercio e l'uso di prodotti fitosanitari e l'utilizzo sostenibile dei pesticidi, ad eccezione dell'attrezzatura per l'applicazione di pesticidi;
i)  la produzione biologica e l'etichettatura dei prodotti biologici;
j)  l'uso e l'etichettatura delle denominazioni di origine protette, delle indicazioni geografiche protette e delle specialità tradizionali garantite.

È una normativa che concerne principalmente le autorità pubbliche di controllo nonché le altre autorità cui sono delegate attività di controllo (si pensi ad esempio gli organismo di controllo del settore del biologico). Al suo interno sono disciplinate le modalità del controllo, l’organizzazione delle attività, la formazione delle autorità incaricate, le importazioni e le esportazioni, i laboratori, i flussi informativi con la Commissione europea, i sistemi informatici e le tariffe del controllo.

Per quanto concerne gli operatori, gli aspetti di interesse riguardano le misure che possono essere applicate dalle autorità in caso di accertata non conformità e i diritti di ricorso, il diritto alla controperizia nonché il rating. In particolare:
a) Misure nei confronti degli operatori e diritti di ricorso
Le autorità di controllo, laddove sia accertata una non conformità, hanno un potere di intervento ampio, che deve essere esercitato in relazione al rischio e alla gravità della non conformità. Esse, a titolo esemplificativo, dispongono o eseguono trattamenti su animali o sulle merci, la modifica delle etichette o le informazioni correttive da fornire ai consumatori, limitano o vietano l'immissione in commercio, lo spostamento, l'ingresso nell'Unione o l'esportazione di animali e di merci e ne vietano o ne dispongono il ritorno nello Stato membro di spedizione; dispongono che l'operatore aumenti la frequenza dei propri controlli o che determinate attività dell'operatore interessato siano soggette a controlli ufficiali più numerosi o sistematici, attivano il richiamo, il ritiro, la rimozione e la distruzione di merci, autorizzando se del caso, il loro impiego per fini diversi da quelli originariamente previsti; stabiliscono l'isolamento o la chiusura, per un periodo di tempo appropriato, della totalità o di una parte delle attività dell'operatore interessato o dei suoi stabilimenti, sedi o altri locali se non addirittura la chiusura.
Rispetto a tale potere viene ovviamente riconosciuto un “diritto di ricorso” per il quale tuttavia si rinvia “al diritto nazionale”. Il regolamento precisa in ogni caso che “il diritto di ricorso non pregiudica l'obbligo delle autorità competenti di intervenire rapidamente per eliminare o limitare i rischi…” connessi alla non conformità rilevata.
b) La controperizia
Viene inoltre ribadito il diritto alla controperizia ossia il “diritto di chiedere un esame documentale del campionamento, dell'analisi, della prova o della diagnosi a cura di un altro perito riconosciuto e adeguatamente qualificato” a fronte del riscontro di una non conformità. Si ricorda che il rispetto delle garanzie difensive è fondamentale nel processo penale ai fini probatori.
c) Il rating
Sicuramente nuovo e di interesse dell’operatore è lo strumento del “rating” che  è “una classificazione degli operatori fondata sulla valutazione della loro corrispondenza ai criteri di rating”. In realtà il regolamento si limita a pochissime disposizioni: è previsto solo che le autorità competenti “possono pubblicare o rendere altrimenti disponibili al pubblico informazioni circa il rating dei singoli operatori in base ai risultati di uno o più controlli ufficiali” purché tale rating si basi su criteri oggettivi, trasparenti e pubblici e siano definite procedure atte a garantire l'equità, la coerenza e la trasparenza del processo di attribuzione del rating.

Occorrerà sicuramente attendere la regolamentazione di dettaglio per avere un quadro del possibile funzionamento di tale tipo di strumento e per comprende appieno gli impatti che questo potrà avere.

Infine può citarsi il tema delle vendite a distanza. L’Autorità competente potrà impiegare ai fini di un controllo ufficiale campioni che le stesse ordinano dagli operatori senza svelare la propria identità. Dopodiché gli operatori dai quali sono stati ordinati detti campioni devono essere informati che tali campioni sono stati prelevati/analizzati nel contesto di un controllo ufficiale che sussiste il loro diritto a una controperizia.

Al fine di rendere più efficace il controllo e i conseguenti provvedimenti in Italia le AC hanno già attivato specifici accordi con le principali piattaforme di e-commerce. La materia è comunque in evoluzione e sicuramente sarà oggetto di ulteriore dettaglio.

Conclusioni

Con il nuovo regolamento 625/17 si mira a definire un approccio omogeneo  al sistema dei controlli ufficiali con l’obiettivo di rendere lo stesso sempre più efficace, adeguato e professionale in vista della tutela della sicurezza alimentare e della buona fede dei consumatori.

Tutti gli aspetti del Regolamento che hanno una ricaduta sulle attività dell'OSA saranno approfonditi durante il seminario "Controlli ufficiali: al via il nuovo Regolamento 625. Istruzioni per l'OSA" che si terrà a Milano il prossimo 15 maggio.


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