"Il gusto della vita" lo potranno assaporare anche i malati di Sla

Il tampone ideato e realizzato da Paolo Palumbo, giovane cuoco affetto dalla malattia, regala i sapori di alcuni piatti della tradizione a chi è costretto alla nutrizione artificiale

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09

Maggio
2017

Si chiama Il gusto della vita il tampone che sprigiona i sapori di alcuni piatti tipici, dalla carbonara al tiramisù, per restituire la gioia del cibo e dei sapori a chi per colpa di malattie neurodegenerative come la Sla non può più mangiare in modo naturale. La sperimentazione avviene nei Centri Nemo di Milano, ma presto potrebbe diventare realtà. Questo progetto è nato da un'idea di Paolo Palumbo, il diciannovenne cuoco di Oristano, affetto da Sla, autore del libro Sapori a colori. Sconfiggere la malattia con la buona cucina presentato a Montecitorio.
   

"Si tratta di mettere in produzione un tampone - spiega Paolo Palumbo - che è una sintesi chimica di sapori attraverso la cucina molecolare che, introdotto in bocca, sprigiona i gusti, ridando gioia a chi anche da anni magari si nutre con un sondino e non può più mangiare naturalmente".

In pratica si tirano fuori "tutti gli aromi della ricetta - spiega Marco Palumbo, papà di Paolo, che condivide con lui il progetto - per esempio con la carbonara separiamo gli ingredienti, così il paziente tramite il tampone può sentire i sapori dell'uovo, della pasta, del guanciale come se mangiasse dalla forchetta". "Il brevetto è stato già depositato - prosegue Marco Palumbo - e il tampone è stato testato su dieci pazienti del centro Nemo con ottimi esiti".
"Chi lo ha provato è rimasto estasiato - conclude - manca ancora poco, poi sarà a disposizione di tutti i malati, forse tra due mesi".


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