Il giro del mondo in 60 giorni

Il giro del mondo in 60 giorni

Food Innovation Global Mission: è partita a maggio 2018 la caccia di innovatori e innovazioni che cambieranno il nostro futuro alimentare. Futuro già presente nei nuovi prodotti presentati a Cibus

Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

10

Maggio
2018

Il Future Food Institute ha presentato a Cibus la seconda edizione della FIGM181. L’iniziativa, patrocinata dal Ministero degli Affari Esteri e Cooperazione internazionale, vedrà sedici studenti del Food Innovation Program impegnati nella scoperta dei 12 Food Innovation Hub più importanti al modo.

Il Food Innovation Program, master internazionale di secondo livello, è stato organizzato dall’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, dal Future Food Institute di Bologna e dall’Istitute for the Future di Palo Alto.

Gli studenti-ricercatori, dal 12 maggio al 9 luglio, visiteranno Olanda, Spagna, Germania, Canada, Stati Uniti, Cina, Giappone, India e Thailandia, Paesi che vantano i principali food tech hub del mondo.
Il file rouge che guida la mission non è altro che il binomio ricerca-innovazione: sostenibilità ed economia circolare, futuro delle proteine, food service del futuro, agricoltura smart in contesti urbani e rurali.
Inoltre, il tour sarà un modo per far conoscere le eccellenze italiane all’estero cercando di arginare il problema dell’italian sounding, grazie anche alla partnership con I Love Italian Food, la più grande community internazionale dedicata al vero made in Italy.

Non manca l’attenzione alle ripercussioni dell’industria del food sull’ambiente: l’intera missione sarà sostenuta dalla campagna Future Food 4 Climate Change.

Cibus 2018 ha dedicato un intero nuovo padiglione all’innovazione, il Food Innovation Corner, dove fra convegni e presentazioni si sono delineate sia le innovazioni di prodotto sia di processo. Nello specifico, il FFI2 ha presentato i principali prodotti delle start-up incubate nel progetto Future Food Accelerator: hub volto a sostenere i percorsi distruptive e di open innovation in campo agroalimentare.
Ecco i prodotti: in-door microgreens growing (CEFLA) incubatore per lo sviluppo dei germogli al chiuso, in grado di generare un microclima grazie ad un software che controlla illuminazione, temperatura e ventilazione; kombucha, risalente alla dinastina Han (206 a.C. - 220 d.C) è una bevanda probiotica ottenuta dalla fermentazione di tè, zucchero e un ammasso di batteri e lievito noto come “scoby”, tuttavia in questo caso si ricava dagli scarti del caffè; kefir liquido con miele e datteri; bevanda a base di zenzero fermentato (Shi Lao Bo); spirulina liofilizzata (Pireat); bachi da seta per uso alimentare; personal detector per i principali allergeni (Nima), un apparecchio portatile che permette di fare un test immediato del cibo per determinare tracce di glutine, frutta a guscio o lattosio; bilancia smart (Drop), gestita da AI software su Ipad, capace di adattare le quantità di ingredienti con quello che si ha a disposizione evitando così gli sprechi alimentari; Authentico, l’app in grado di determinare, tramite il codice a barre, se il prodotto in questione sia realmente made in Italy.

"La food innovation - come dichiarato da Akkharawit Kanjana Opas, CEO di food Innopolis3  - è il nuovo petrolio". E per una volta sarebbe davvero intelligente che il “nuovo petrolio” evitasse di minare, ancor di più, le risorse del nostro pianeta.

1. Food Innovation Global Mission 2018
2. Future Food Institute
3. Piattaforma di food innovation più attiva in Thailandia e partner di FFI

M.P.


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