Il cervello è più lucido con due bicchieri di vino al dì

Il cervello è più lucido con due bicchieri di vino al dì

Uno studio condotto dalla Università di Rochester Medical Center ha dimostrato che un consumo moderato della bevanda aiuta a smaltire le tossine del cervello che contribuiscono al declino cognitivo

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05

Febbraio
2018

Bere un paio di bicchieri di vino al giorno, non solo riduce il rischio di malattie cardiovascolari e tumori, ma può anche dare una mano a "ripulire la mente", aiutando il cervello a eliminare le tossine, comprese quelle associate alla malattia di Alzheimer.

Un nuovo studio pubblicato sulla rivista Scientific Reports spiega quanto precedenti ricerche hanno dimostrato, ovvero che una moderata assunzione di alcool è associata a un minor rischio di declino cognitivo, mentre bere pesantemente lo aumenta. A condurre lo studio Beneficial effects of low alcohol exposure, but adverse effects of high alcohol intake on glymphatic function, un gruppo di ricercatori dell'Università di Rochester Medical Center (URMC) che in passato avevano descritto il funzionamento del sistema glinfatico, ovvero il processo di pulizia del cervello, attraverso il quale il liquido cerebrospinale viene pompato nel tessuto cerebrale e permette di eliminare tossine, comprese le proteine beta amiloide e tau, associate con l'Alzheimer. In seguito, lo stesso team aveva mostrato che il sistema glinfatico è più attivo mentre dormiamo, può essere danneggiato da ictus e traumi e migliora con l'esercizio.
Con un nuovo studio condotto sui topi, il gruppo di ricerca ha esaminato l'effetto dell'alcool: analizzando il cervello di animali esposti ad alti livelli per un lungo periodo di tempo, i ricercatori hanno osservato che negli astrociti, cellule chiave nella regolazione del sistema glinfatico, erano presenti alti livelli di un marcatore molecolare per l'infiammazione, e questo era collegato a ridotte capacità cognitive e motorie. In topi esposti a bassi livelli di consumo di alcol, pari a circa 2 bicchieri al giorno, invece, il sistema glinfatico era più efficiente nel rimuovere i rifiuti rispetto agli animali non esposti. Inoltre i livelli di infiammazione cerebrale erano inferiori.


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