Il biologico in Europa macina record

Il biologico in Europa macina record

I dati Eurostat parlano da soli: quasi 12 milioni di ettari certificati bio, 295mila produttori per un mercato che vale 27 miliardi di euro. +125% rispetto a 10 anni fa

Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

26

Gennaio
2018

Il settore più dinamico dell’agricoltura europea è quello biologico capace di registrare un’avanzata da 400mila ettari l’anno e un incremento di superfici dedicate del 18,7%. I dati rilevati da Eurostat fotografano un settore che, dal 2012 al 2016, è in costante crescita con risultati da record relativi all’incremento delle superifici coltivate e al sempre più consistente numero di produttori che decidono di lasciare l’agricoltura tradizionale per abbracciare il metodo biologico.Nell’UE, infatti, 11,9milioni di ettari certificati bio o in via conversione - il 6,7% della superficie agricola totale utilizzata (SAU) - sono gestiti da 295.600 produttori biologici registrati, che operano in un mercato comunitario dal valore di 27 miliardi di euro: il 125% in più rispetto a 10 anni fa.

Il settore del biologico ha trovato nell’Italia uno dei Paesi più ricettivi: infatti ci posizioniamo ai primi posti della classifica europea per le maggiori estensioni coltivate, il maggior numero di produttori e per la quota più elevata di aree a biologico sul totale delle superfici coltivate.

Secondo le elaborazioni effettuate dal SINAB, il comparto biologico italiano ha mostrato una crescita importante: dal 2015 al 2016 le superfici e gli operatori bio sono aumentati del 20% arrivando a coprire 1,8 milioni di ettari e circa il 14,5% della superficie agricola utilizzata, mentre si registrano oltre 70mila aziende bio, vale a dire il 4,4% del totale nazionale. 

Questa tendenza trova motivo nei risultati di mercato: nel 2016 le vendite dei prodotti biologici hanno toccato quota 3 miliardi di euro, registrando dal 2015 un +14% sul mercato interno e un +15% sul mercato esterno, con un aumento dell’export per circa 2 miliardi di euro.

L’Unione Europea riconosce il valore dell’agricoltura biologica come alternativa per un modello agricolo comunitario più sostenibile e competitivo e lo fa attraverso fondi specifici previsti nei programmi di sviluppo e nuove regole su produzione e commercializzazione dei prodotti bio.

Queste novità si pongono l’obiettivo di garantire ai prodotti importati gli stessi standard di qualità di quelli europei, di ridurre i costi per le piccole aziende attraverso l’introduzione di certificazioni di gruppo e, infine, di estendere i controlli a tutta la filiera riducendone la frequenza ai produttori che si sono dimostrati in regola dopo diverse ispezioni.


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