I nodi cruciali della PAC: futuro delle aree rurali e origine degli alimenti

I nodi cruciali della PAC: futuro delle aree rurali e origine degli alimenti

Si è tenuto in Austria il Consiglio informale UE per discutere della riforma: l'Italia chiede l'aumento delle risorse economiche e l'armonizzazione normativa sull'indicazione dell'origine delle materie prime

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26

Settembre
2018

Il MiPPAFT ha comunicato in una nota la partecipazione del Sottosegretario alle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Alessandra Pesce, al Consiglio informale dei Ministri UE dell'Agricoltura e della Pesca che si è svolto a Schloss Hot, in Austria. Al centro della discussione, nell'ambito della riforma della PAC, il futuro delle aree rurali e della produzione di qualità nell'Unione europea. In particolare, si è posta l'attenzione sull'importanza di queste aree nel fornire servizi essenziali e sulle azioni da intraprendere per salvaguardare e sviluppare la loro vitalità e le produzioni di qualità. Su questi argomenti le delegazioni sono state chiamate a esprimere il proprio parere.

"La PAC - ha affermato il Sottosegretario Pesce - deve tornare al centro dell'attenzione politica per tutelare il reddito degli agricoltori e soddisfare i bisogni dei cittadini. Occorre compiere scelte coraggiose sulle risorse da assegnare e nell'avvio di un deciso processo di semplificazione".
Rispondendo ai quesiti della Presidenza, il Sottosegretario Pesce ha ricordato che la fragilità di molti territori e l'esodo dalle aree rurali più remote rappresenta ancora un problema. "Non possiamo lasciare solo agli strumenti del *secondo pilastro il compito di rilanciare lo sviluppo di questi territori. Come Governo italiano, ad esempio, pensiamo alla possibilità di prevedere un pagamento specifico del **primo pilastro da destinare alle aree rurali più fragili e dove sono maggiori i vincoli ambientali, come nelle zone della Rete Natura 2000, dove l'attività agricola è cruciale".

"Un sostegno alle aree rurali dovrà essere assicurato anche dalle altre politiche europee per garantire adeguati servizi e sfruttare al meglio le opportunità di sviluppo turistico alla riscoperta dei borghi rurali".

Sul fronte della qualità: "Il consumatore oggi è più consapevole - ha sottolineato il Sottosegretario Pesce - e vuole essere informato ma le attuali regole comunitarie non lo consentono sempre. Senza tralasciare l'importanza delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche, che rappresentano la punta di diamante del nostro modello agroalimentare, dobbiamo far capire ai cittadini europei che possono contare su un insieme di regole e un sistema di controlli che offrono garanzie superiori a quelli dei principali competitor internazionali. Eppure un modello di questo tipo non è percepito e non può essere comunicato a causa della mancata armonizzazione delle norme sull'indicazione dell'origine delle materie prime. Questo è un nodo fondamentale sul quale, come Italia, insisteremo."

* Il "Secondo Pilastro" della PAC è la sezione Orientamento del FEOGA (Fondo europeo di orientamento e garanzia in agricoltura) finalizzata all’attuazione della politica di sviluppo rurale.
** Il "Primo Pilastro" della PAC rappresenta l’insieme di strumenti di politica agraria che hanno a che fare col sostegno dei prezzi dei prodotti agricoli e con l’integrazione diretta dei redditi degli agricoltori. Attualmente impegna circa il 75% delle risorse che il bilancio UE destina alla PAC.

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