Grano duro: buoni volumi ma qualità non eccelsa

Grano duro: buoni volumi ma qualità non eccelsa

Nonostante l'elevata produzione, destano preoccupazione il tenore proteico inferiore alle necessità dell'industria e il calo delle quotazioni

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09

Luglio
2016

Il 2016 è un anno record per la produzione nazionale di grano duro. Secondo le stime diffuse da Italmopa supera 5,5 milioni di tonnellate, il livello più alto nell'ultimo decennio, grazie soprattutto alle eccezionali rese registrate in Puglia.

Non sono però tutte rose e fiori perché a fronte di una aumentata quantità si riscontra un più basso livello qualitativo, dovuto alle cattive condizioni climatiche nel corso della fase iniziale del raccolto.
Il tenore proteico, il principale parametro qualitativo del frumento, risulta mediamente inferiore alle iniziali aspettative e alle richieste dell'industria molitoria che sarà costretta ad approvvigionarsi con grani esteri proteici, particolarmente costosi, per poter rispettare i capitolati di acquisto di semola dell'Industria pastaia.

"La riduzione delle quotazioni del frumento duro registrate in questa prima fase post raccolto - commenta il presidente di Italmopa Ivano Vacondio - è la conseguenza dell'esito del raccolto nazionale, ma anche dell'abbondanza della produzione internazionale da un lato e del preoccupante rallentamento della domanda proveniente dall'Industria pastaria dall'altro lato".

Si teme che l'attuale livello dei prezzi del frumento duro possa disincentivare la produzione in molte aree produttive, accentuare il deficit produttivo nazionale rispetto al fabbisogno dell'Industria molitoria, svalutare le scorte della stessa industria e depauperare il prodotto semola. "Una valorizzazione del frumento duro nazionale - conclude Vacondio - è una conditio sine qua non per preservare e restituire la giusta dignità all'intera filiera nazionale."


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