Gli ulivi in Puglia colpiti da un unico ceppo di Xylella

Gli ulivi in Puglia colpiti da un unico ceppo di Xylella

L'Accademia dei Lincei pubblica un nuovo documento: "è necessario intervenire con decisione. In caso contrario il vettore può evolversi e adattarsi al nuovo ambiente infettando altre specie"

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02

Ottobre
2018

Già nel marzo del 2016 l’Accademia dei Lincei fece il punto sull’epidemia nota come Disseccamento Rapido dell’Ulivo (CoDiRo): fu effettuato un accurato sopralluogo in cui gli incaricati visitarono, oltre agli uliveti, le Università di Bari, Lecce, Matera, i laboratori del CNR di Bari e il centro di ricerca di Valenzano, intervistando i 16 ricercatori che si erano interessati del fenomeno, alcuni rappresentanti degli ordini professionali agrari, giornalisti e organizzazioni ambientaliste. Il 9 giugno 2016 venne presentato all’assemblea il Rapporto Xylella in cui veniva certificata l’origine batterica di CoDiRo, e veniva attribuita l’origine dell’epidemia a un unico ceppo batterico di Xylella fastidiosa ssp pauca, ceppo st53, praticamente identico a quello ritrovato in piante di caffè importate dal Costa Rica. Inoltre, nel Rapporto Xylella si suggerivano le misure da prendere per circoscrivere e controllare l’infezione - consistenti nell’abbattimento al fronte di diffusione del batterio delle piante infette - e la lotta all’insetto vettore del batterio attraverso il diserbo, il trattamento con insetticidi, la creazione di fasce di vegetazione con specie di piante arboree allelopatiche. 

L’evidenza che Xylella è la causa diretta dell’epidemia è stata ulteriormente dimostrata in alcune pubblicazioni scientifiche in cui tra l’altro viene accertato che la severità dei danni prodotti da Xylella nei riguardi dell’olivo dipende dalla cultivar colpita dal patogeno.

Gli interventi di contenimento del patogeno, già pianificati nel cosiddetto “piano Silletti”, sono rimasti per lungo tempo inattuati.

Oggi l'Accademia dei Lincei torna sull'argomento con una nuova relazione dove si legge: "Attualmente il contagio, partito dalla provincia di Lecce, copre gran parte della provincia di Brindisi, estendendosi prima a quella di Taranto e avendo raggiunto, all’inizio del 2018, i confini meridionali della provincia di Bari. Quanto è avvenuto e sta avvenendo è in accordo con le previsioni del Rapporto Xylella."

"Il rilevamento di focolai di Xylella in punti diversi della cosiddetta Zona Cuscinetto, ha reso necessaria una nuova demarcazione della Zona Infetta e una nuova delimitazione delle aree oggetto di misure di contenimento, spostando di circa 20 Km verso il nord della Puglia i confini della Zona Infetta, della Zona di Contenimento e della Zona Cuscinetto. Questo per ridurre, per quanto ancora possibile, il rischio di un'ulteriore diffusione del batterio."

La Xylella è un patogeno da quarantena, e proprio per la sua pericolosità deve essere eradicata laddove sia possibile, o almeno confinata. "L’espansione del contagio a tutto il continente produrrebbe danni drammatici, non solo per l’olivo ma anche per numerose altre piante coltivate e per l’ambiente."

"Mutazioni nel genoma del batterio e/o la ricombinazione tra ceppi diversi di Xylella quando presenti nella stessa pianta, potrebbero dar luogo a nuovi ceppi infettivi per altre specie vegetali (...) non è irrealistico pensare che l’infezione pugliese possa propagarsi anche ai vigneti e agli agrumeti."

Conclude l'Accademia nel suo Rapporto: "Se si aspetta ancora ad intervenire con decisione, si aumenta il rischio che il batterio si evolva, adattandosi al nuovo ambiente in cui si è stabilito e poi modificandosi fino ad infettare nuove specie vegetali. L’Accademia dei Lincei ritiene necessario agire al più presto e con decisione accettando la conclusione che la pandemia in atto si contrasta solo con interventi adeguati alla gravità della situazione."


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