Gli omega 3 fanno bene anche all'intestino

Gli omega 3 fanno bene anche all'intestino

Questi grassi essenziali, favorendo la diversità del microbioma, diminuirebbero il rischio di diabete, obesità e patologie infiammatorie a carico del colon

Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

14

Settembre
2017

Gli omega 3 sono dei grassi naturalmente contenuti in alcuni alimenti che hanno diverse proprietà favorevoli per la salute umana. Ai benefici riconosciuti per il sistema cardiovascolare (prevengono e controbilanciano l’aritmia, prevengono la trombosi, prevengono depositi grassi e la fibrosi all’interno delle arterie. In generale, gli effetti sono l’attività antinfiammatoria, e la comunicazione fra le cellule) si aggiungono quelli a carico dell'intestino.

Mangiare cibi come ad esempio pesce, olio di pesce, crostacei, noci, olio di lino, semi di chia, migliora la diversità e la ricchezza di composizione del microbioma, cioè il patrimonio batterico dell'intestino, e questo può offrire molti vantaggi per la salute: meno rischio di diabete, obesità e malattie infiammatorie come la colite o il morbo di Chron. A evidenziarlo è una ricerca dell'Università di Nottingham e del King's College London, pubblicata sulla rivista Scientific Reports.
Gli studiosi hanno preso in esame i dati relativi a 876 donne approfondendo in particolare quanti acidi grassi omega 3 assumessero col cibo tramite dei questionari.
    Sono stati misurati anche i livelli di omega 3 nel sangue e dai risultati è emerso che con più alti livelli di assunzione di questi acidi grassi nella dieta migliorava la diversità del microbioma intestinale, in particolare arricchito con i batteri della famiglia delle Lachnospiraceae.
Non solo: come spiega Cristina Menni, una delle autrici dello studio, i ricercatori hanno scoperto che "batteri specifici che sono stati legati a una minore infiammazione e a minore rischio di obesità risultavano aumentati nelle persone con una maggiore assunzione di acidi grassi omega 3".

È stato inoltre rilevato che molti omega 3 nel sangue sono correlati con alti livelli di un composto denominato N-carbamilglutamato (NCG) nell'intestino, che negli animali ha dimostrato di ridurre lo stress ossidativo intestinale.


Condividi su: