Gli effetti del tè verde sul fegato

Gli effetti del tè verde sul fegato

Il tè verde considerato benefico sotto molti aspetti, potrebbe in realtà avere degli effetti nocivi sul fegato. Efsa ha valutato la sicurezza delle catechine del tè verde concludendo che quelle contenute in infusi e bevande sono generalmente prive di rischi, mentre bisogna fare attenzione a quelle presenti negli integratori alimentari

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19

Aprile
2018

Il tè verde contiene catechine, sostanze per cui i Paesi nordici hanno espresso timori, segnalando un possibile incremento di casi di danni epatici legati all’assunzione prodotti a base di tè verde.

Le catechine sono sostanze naturalmente presenti nel tè verde che contiene in particolare l'epigallocatechina gallato (EGCG). Efsa ha esaminato i possibili collegamenti tra danni al fegato e consumo di EGCG negli infusi di tè verde e integratori alimentari.

Dalla ricerca è risultato che le catechine presenti nel tè non sono causa di danni al fegato, anche dopo un consumo elevato; quindi tisane, infusi bevande istantanee o pronte al consumo a base di tè verde sono generalmente prive di rischi. Gli eventuali pochi casi di danni al fegato riferiti nell’uomo sono probabilmente dovuti a reazioni rare e imprevedibili.

L'assunzione giornaliera media di EGCG derivante dal consumo dei tradizionali infusi di tè verde varia tra 90 e 300 mg, ma può arrivare fino a 866 mg in caso di grandi quantità consumate.

Diverso discorso per gli integratori alimentari per cui gli esperti di Efsa hanno concluso, sulla base di studi sull’uomo condotti su volontari sotto supervisione medica, che dosi di EGCG di 800 mg/giorno potrebbero essere associate a iniziali segni di danno epatico. Sebbene non vi fossero indicazioni di danno epatico con dosi inferiori a 800 mg/giorno da integratori a base di tè verde, gli esperti non sono stati in grado di individuare, con i dati disponibili, una dose priva di rischi.

Gli integratori alimentari contenenti catechine del tè verde apportano un quantitativo giornaliero di EGCG compreso tra 5 e 1000 mg.

Va considerato che le catechine contenute negli estratti di tè verde usati negli integratori alimentari possono essere più concentrate o avere composizione e modello di consumo diversi rispetto a quelle presenti negli infusi. Ad esempio gli infusi tendono a essere consumati insieme agli alimenti e nell'arco della giornata, mentre gli integratori, in particolare quelli dimagranti, vengono normalmente assunti a digiuno e in unica dose giornaliera.

EFSA condurrà comunque ulteriori studi e gli esperti hanno proposto un'etichettatura più chiara rispetto a contenuto di catechine e possibili rischi per la salute. Il parere di EFSA verrà trasmesso alla Commissione europea che deciderà quale seguito darvi per gestire i rischi nel modo più appropriato.


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