Giornata dell'Ambiente: salviamo il mare dalla plastica

Giornata dell'Ambiente: salviamo il mare dalla plastica

È questo il tema scelto per la ricorrenza mondiale dedicata al nostro bene più prezioso. Ogni anno 8 milioni di tonnellate di plastica finiscono negli oceani ma la tendenza può essere invertita

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05

Giugno
2018

"Combatti l'inquinamento da plastica. Se non puoi riusarlo, rifiutalo" è lo slogan scelto quest'anno per la Giornata mondiale dell'Ambiente, istituita dall'ONU e che si celebra il 5 giugno. La plastica in mare è una delle maggiori emergenze ambientali al mondo. Ogni anno vengono riversati negli oceani 8 milioni di rifiuti plastici, soprattutto dai Paesi emergenti di Asia, Africa e America latina. Negli oceani si calcola che ci siano oggi 150 milioni di tonnellate di plastica. Nel 2050, se non interverremo, la plastica nelle acque salate peserà più di tutti gli animali marini messi assieme.

Nel Mediterraneo, secondo Legambiente ci sono 58 rifiuti per ogni km quadrato, per il 96% di plastica. In Italia ogni 100 metri di spiaggia si trovano in media 620 rifiuti, all'80% di plastica.

Le celebrazioni principali della Giornata dell'Ambiente quest'anno saranno in India, uno dei paesi che inquinano di più. E proprio dall'India viene un caso di studio della migliore green economy: Rhea Singhal, 36enne di Nuova Delhi, è il simbolo della lotta ai rifiuti di plastica che stanno soffocando la Terra. La sua storia la racconta proprio l'ONU in occasione della Giornata mondiale dell'ambiente. Singhal aveva 27 anni, una laurea in farmacologia e un lavoro nel marketing di un'importante casa farmaceutica, la Pfizer, quando ha deciso di occuaparsi di tutt'altro. Nel 2009 ha fondato Ecoware, una società che produce piatti, bicchieri, vassoi e contenitori per il cibo biodegradabili al 100%. Al posto della plastica l'azienda usa biomasse, in particolare gli scarti agricoli. Questi prodotti possono essere utilizzati per congelare gli alimenti e cuocerli nel microonde; quando non servono più si buttano nel secchio dell'umido. Se finiscono in discarica, si decompongono senza lasciare inquinanti dietro di sé.

Dal 2009 a oggi Ecoware è cresciuta fino a diventare la prima azienda indiana nel suo settore. Tra i clienti annovera anche grandi catene di ristoranti, hotel di lusso e l'Indian Railways, la rete ferroviaria nazionale. I suoi prodotti costano in media il 15% in più rispetto ai tradizionali di plastica. "Nella nostra esperienza, abbiamo visto che alle persone non importa di pagare un po' di più. Non è un problema quando capiscono le implicazioni per l'ambiente e la salute - spiega Singhal - .C'è una grande richiesta di alternative. La sfida è generare la consapevolezza, ma il cambiamento sta avvenendo".


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