Gelato artigianale. In Puglia con materie prime scadute da 10 anni

Gelato artigianale. In Puglia con materie prime scadute da 10 anni

I controlli compiuti dai Carabinieri Forestali della regione nei mesi estivi, hanno portato a sequestri per due tonnellate di semilavorati e 17 denunce. Non è mancato neppure il falso bio

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06

Ottobre
2017

Semilavorati utilizzati per la produzione di gelati e granite scaduti anche da 10 anni e laboratori privi di autorizzazioni sanitarie: è l'esito dei controlli compiuti in una cinquantina di gelaterie ispezionate da giugno a settembre dai Carabinieri forestali della Puglia. I controlli sono partiti dopo la morte di una bambina di 16 mesi ad Altamura (Bari) per le conseguenze di un'infezione da Sindrome emolitico-uremica, che si sospettava avesse mangiato un gelato prodotto con latte crudo.

Le ispezioni hanno portato al sequestro di due tonnellate di materie scadute e alla denuncia di 17 artigiani. I gelati, inoltre, secondo i carabinieri, erano spacciati per biologici ma così non potevano definirsi o alla Nutella che della crema da spalmare non aveva alcunché, oppure ai mirtilli del Trentino, che in realtà provenivano dalla Germania, o al limone di Monopoli che, invece, era del Sudafrica.

Le gelaterie sono state controllate a Bari, Lecce, Taranto, Andria, Giovinazzo, Corato, Ruvo di Puglia, Bisceglie, Molfetta, Monopoli, Polignano a Mare e Bari-Torre a Mare. Interessata dalle ispezioni anche una gelateria di Roma con un punto vendita in Puglia.

L'obiettivo cardine dei controlli era verificare la coerenza tra quanto sostenuto nell'etichetta dei prodotti artigianali e l'aspetto igienico: si è scoperto che alcuni locali dei laboratori erano privi di autorizzazioni sanitarie. Una gelateria è stata chiusa in una ex frazione di Bari.


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