Frutta: imperativo trovare nuovi mercati

Frutta: imperativo trovare nuovi mercati

L'intervento di Alleanza Cooperative Agroalimentari all'apertura di Fruit Logistica risuona come un appello alle istituzioni: facilitare l'accesso a mercati finora preclusi

Questo sito utilizza cookies per facilitare la navigazione del sito.
Se navighi su foodandtec.com, acconsenti all'utilizzo dei cookie.

Consulta le Modalità di trattamento dei dati personali

Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

06

Febbraio
2019

"Se le esportazioni italiane di ortofrutta fresca sono in calo, è perché è ancora troppo lunga la lista dei Paesi extra UE in cui non abbiamo possibilità di accesso: Giappone, Vietnam, Israele, Colombia, Cina sono solo alcuni degli stati in cui permangono barriere all'ingresso per mele, pere, kiwi e altre referenze ortofrutticole nelle quali l'Italia vanta una leadership produttiva e qualitativa". A denunciarlo è il Coordinatore Ortofrutta di Alleanza Cooperative Agroalimentari, Davide Vernocchi, durante l'inaugurazione di Fruit Logistica, la fiera internazionale dell'ortofrutta che si svolge a Berlino fino all'8 febbraio.

Importante la presenza italiana in Germania: tra i 3.279 espositori arrivati da tutto il mondo, ben 540 provengono dallo stivale in rappresentanza di tutti i comparti del settore: tecnologie, packaging, logistica, produzione. Con questi numeri formiamo la compagine più nutrita. Dopo di noi Spagna (388 espositori) e Olanda (352).

"Fruit Logistica - prosegue Vernocchi - è anche un'occasione importante per invitare il nostro Ministero a seguire con più convinzione i negoziati attualmente in corso per l'apertura di nuovi mercati. Nei prossimi anni, anche a causa dei nuovi investimenti registrati in certi Paesi, rischiamo surplus produttivi a livello comunitario. Al tempo stesso scontiamo enormi difficoltà a trovare destinazioni alternative per le nostre vendite oltre i confini europei".
"Un esempio emblematico è quello delle mele - ha spiegato Vernocchi -. Dalla chiusura del mercato russo nell'estate del 2014, nessun nuovo mercato è stato aperto per le mele italiane. E lo stesso vale per l'export del kiwi, che attende da anni il via libera in mercati potenzialmente assai interessanti, come Giappone, Israele, Vietnam o Colombia".

La quota di esportazioni extra UE del kiwi è attualmente solo il 32% del totale. Non va meglio per le mele, il cui export è per la metà quasi assorbito dalla Germania: i volumi inviati verso i Paesi Extra-UE nel complesso occupano circa il 21% del valore complessivo delle esportazioni di mele, mentre le ultime rilevazioni ISTAT confermano la perdita di quote di mercato per l'Italia in tutto il Nord Africa e nel Medio Oriente, a seguito del perdurare di ostacoli tariffari o cause geopolitiche.

Così è il tema dell'export a farla da padrone a Berlino, dopo che il 2018 si è concluso negativamente sia a volume (-12%) sia a valore (-3.5%). Gli espositori italiani occupano due padiglioni (2.2 e 4.2); la collettiva Italy The Beauty of Quality organizzata da CSO Italy con la collaborazione di ICE, Fruitimprese e Italia Ortofrutta, raggruppa 50 aziende in uno spazio di 1200 metri quadrati. L'Italian Fruit Village, invece, collettiva ideata dal Consorzio Edamus fa il suo debutto con più di 20 aziende nel padiglione 7.2A.


Condividi su: