Forum Europeo del Riso: un comparto da difendere

Forum Europeo del Riso: un comparto da difendere

Si è svolto a Bruxelles l'appuntamento dedicato alla filiera risicola europea: ribadita l'importanza della clausola di salvaguardia per le importazioni di riso indica dalla Cambogia e Myanmar

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Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

09

Ottobre
2019

Si è tenuto a Bruxelles il terzo Forum europeo della filiera risicola, organizzato dall'Ente Risi Italiano con la partecipazione degli attori della filiera dei Paesi europei produttori di riso: Italia, Spagna, Portogallo, Francia, Bulgaria e Grecia.

Il forum è stato l'occasione per discutere delle principali problematiche e criticità del settore risicolo europeo e per trovare delle soluzioni condivise. Si è discusso, infatti, degli equilibri del mercato europeo esposto alle importazioni dai Paesi Terzi (tra cui anche alcuni, come il Myanmar, sospettati di violazioni di diritti umani e dei lavoratori), delle linee di riforma della politica agricola comune post 2020, nonché degli standard fitosanitari e dell’etichettatura del prodotto.

Alla discussione hanno contribuito i rappresentanti dei Ministeri dei Paesi produttori e il Direttore Generale del Ministero delle Politiche Agricole italiano, che ha tratto le conclusioni della giornata di lavoro. Ricordiamo che in Italia si producono circa 1,6 milioni di tonnellate di riso, oltre la metà dell’intera produzione UE, concentrata in particolare in Piemonte, Lombardia e Veneto. Le altre regioni produttrici sono Emilia-Romagna, Toscana, Sardegna, Calabria e Sicilia.
In particolare, è stata sottolineata l'importanza della clausola di salvaguardia per le importazioni di riso indica dalla Cambogia e Myanmar, la necessità di operare a livello UE un attento monitoraggio per l'incremento delle importazioni di riso di varietà "japonica" dai Paesi EBA e una maggiore attenzione da parte dell'Unione nel considerare il riso come settore sensibile negli accordi di libero scambio, in particolare per le troppe concessioni rilasciate a favore dei Paesi terzi.

È stata ribadita una maggiore attenzione verso il settore nell'ambito della riforma della PAC in modo particolare sulla necessità di mantenere gli aiuti accoppiati e per l'esenzione del riso da alcuni obblighi della condizionalità.
I partecipanti al forum, si sono impegnati a lavorare ad un'armonizzazione europea dell'etichettatura d'origine del riso, a tutelare le peculiarità della coltura del riso e la sua valenza ambientale.

Ente Risi: obiettivo centrato

Il terzo Forum europeo del riso ha centrato l’obiettivo che si era prefisso l’Ente Risi: "Abbiamo ulteriormente coeso le filiere risicole d’Europa sui temi che minacciano il settore, arrivando a definire una posizione condivisa a larga maggioranza - ha dichiarato il presidente Paolo Carrà -. Agli europarlamentari intervenuti abbiamo presentato le nostre istanze e abbiamo raccolto da parte loro la volontà di impegnarsi per il settore. Anche l’intervento del rappresentante del Ministero italiano va nella direzione auspicata di un sempre maggiore lavoro di squadra"

Soddisfatto il presidente della CIA Lombardia, Giovanni Daghetta: "Si è respirato un clima positivo: molti i parlamentari che sono venuti ad ascoltarci e hanno promesso il loro impegno." Inoltre, le frizioni interprofessionali paiono superate. La divergenza tra industria risiera e Coldiretti sull’etichettatura d’origine si è ridotta: tutti sembrerebbero d’accordo sulla necessità di una tracciabilità.


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