Formaggi italiani?

Formaggi italiani? "Buoni, ma troppo grassi"

La pensa così un turista straniero su due. Molto apprezzata invece la varietà dell'offerta, poco la mancanza di etichetta in lingua inglese

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09

Agosto
2019

I turisti stranieri in questi giorni in vacanza nelle località italiane, sono convinti che i nostri formaggi siano "grassi", addirittura più grassi di quelli prodotti nei loro Paesi di origine. Almeno così starebbero le cose secondo un'indagine dell'agenzia Klaus Davi & Co., svolta su 857 turisti provenienti da Germania, Francia, Inghilterra, Benelux, Svezia, Giappone e USA, per i quali i formaggi italiani sono "buoni" ma "ipercalorici" nel 51% dei casi. In particolare la pensano così i turisti svedesi (53%), giapponesi (45%) e gli svizzeri (52%).

Ma cosa piace ai turisti stranieri dei nostri formaggi? Il gusto raffinato (34%), la varietà offerta (45%), la qualità della produzione (55%), l'adattabilità in vari contesti e con vari piatti (54%), le peculiarità organolettiche e nutrizionali che ne fanno, per alcuni, ottimi alimenti anche per i bambini in periodo di svezzamento (29%).

Ma fra le dolenti note, un consumatore estero su tre teme di essere allergico ai formaggi italiani. In alcuni casi, come quello della mozzarella, gli intervistati temono siano "inquinati" dalla vicinanza con la Terra dei fuochi. Mentre alcuni lamentano l'uso scarso della lingua inglese nelle etichette (18%). E un turista su due ignora che quasi sempre la produzione viene disciplinata secondo precise disposizioni legislative con osservanza degli usi locali.

Senza sorprese, i nostri formaggi più apprezzati sono il Parmigiano Reggiano (53%), considerato il re dei formaggi, il Grana Padano (49%), anch'esso amato dagli stranieri e usatissimo per insaporire la pasta, la Mozzarella (42%), in tutte le sue accezioni, compresa quella di bufala, il Pecorino (34%), in particolare quello prodotto in Sardegna, sempre ricercato dai turisti in vacanza nell'isola, il Gorgonzola (26%), un altro grande classico del made in Italy.


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