Formaggi: in Sardegna tre DOP fanno cartello

Formaggi: in Sardegna tre DOP fanno cartello

I Consorzi di tutela di Pecorino Romano, Pecorino Sardo e Fiore Sardo hanno stretto un accordo per proporsi su tutti i mercati con un marchio unico. Si attende un'impennata delle vendite del 30-40%

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11

Ottobre
2017

Tre pecore: una con l'elmetto, una con la berritta (il copricapo di panno nero che fa parte dell'abito tradizionale sardo) e una con un fiore in bocca, per rappresentare i tre Consorzi DOP del Pecorino Romano (zone di produzione: Lazio e Sardegna), del Pecorino Sardo e del Fiore Sardo. Sullo sfondo, a seconda delle fasi della promozione, il Colosseo, un pascolo o un nuraghe. È il marchio in fase di registrazione che sarà presto negli scaffali delle grandi catene di distribuzione in giro per il mondo e che racchiude tre brand in uno (ma rimarranno anche quelli singoli) per un "patto di aggressione" anche dei mercati internazionali, Usa, Germania, Francia e Inghilterra in testa.

L'investimento è di quattro milioni, tre della Regione Sardegna e uno dei Consorzi. Il progetto ROSAFI, questo il nome dell'operazione, durerà tre anni e, secondo i primi studi, dovrebbe far lievitare le vendite del 30-40% nel momento del lancio e delle degustazioni. Per poi stabilizzarsi sul +25%.

I contratti per la nuova associazione sono stati firmati dai Presidenti dei Consorzi. Alla presentazione del progetto, però, mancavano i rappresentanti del Pecorino Sardo e del Fiore Sardo.

"Soltanto per un disguido tecnico - garantisce l'assessore regionale dell'agricoltura, Pierluigi Caria - i presidenti non sono potuti intervenire, ma mi hanno confermato che è tutto a posto". "L'obiettivo - spiega Caria - è quello della aggregazione e della diversificazione. Ma è anche un intervento strutturale che punta a provocare effetti sul prezzo del latte".
Le previsioni sono rosee: "Attualmente - dice il presidente del Consorzio di tutela del Pecorino romano, Salvatore Palitta - l'impatto economico si aggira sui 250 milioni, ma con l'ingresso nella distribuzione organizzata e nelle catene, nella fase della degustazione è prevista subito un'impennata. È importante anche diffondere nel mercato nord americano il marchio DOP. Il pecorino romano, che ha già una penetrazione internazionale rilevante, può fungere da traino per gli altri prodotti".


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