Fondo Ristorazione: ecco il decreto attuativo

Fondo Ristorazione: ecco il decreto attuativo

Via libera da parte della Conferenza Stato-Regioni. 600 milioni di contributi a fondo perduto per l'acquisto di alimenti e vini italiani

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Notizie dal mondo agroalimentare:
prodotti, mercati, tecnologie, processi di filiera

19

Ottobre
2020

La ministra Teresa Bellanova, dichiaratasi molto soddisfatta per la decisione del Governo di aver mantenuto fino alle 24 l'orario di apertura per gli esercizi del fuoricasa, ha annunciato l'attivazione del Fondo RIstorazione che garantirà "aiuti concreti e immediati al settore e rilancerà gli acquisti di prodotti agroalimentari di qualità italiani". Il provvedimento, che sarà emanato a breve con il MEF, stabilisce i criteri, i requisiti e le modalità di erogazione del contributo a fondo perduto destinato alle imprese del settore ristorazione per l'acquisto di prodotti di eccellenza, inclusi quelli vitivinicoli, di filiere agricole e alimentari che valorizzino la materia prima di territorio.
Il Fondo per la filiera della ristorazione era contemplato nel Decreto Agosto e ha previsto uno stanziamento di 600 milioni di euro.
Potranno accedere al contributo non solo i ristoranti e le mense, ma anche gli agriturismi, i catering per eventi e gli alberghi per l'attività di somministrazione di cibo.

Il contributo per ciascun beneficiario potrà variare da un minimo di 1.000 euro fino a un massimo di 10.000 euro, al netto dell'IVA.

L'impresa di ristorazione potrà presentare la domanda di contributo a Poste Italiane. Una volta espletata la verifica del rispetto del massimale degli aiuti de minimis da parte di Poste italiane, il Ministero autorizzerà in automatico la corresponsione di un anticipo pari al 90% del valore del contributo riconosciuto, che avverrà tramite bonifico effettuato da Poste Italiane. 
Entro 15 giorni dall'anticipo, il soggetto beneficiario presenterà a Poste Italiane, con le medesime modalità previste per la presentazione della domanda, quietanza di pagamento degli acquisti. Una volta acquisita tale documentazione, saranno emessi i bonifici a saldo del contributo concesso.

I beneficiari

Possono accedere al contributo le imprese attive nel settore della ristorazione come definite dell'art. 58, comma 2, del decreto legge 14 agosto 2020, n. 104, come convertito, con modificazioni dalla Legge 13 ottobre 2020, n. 126. 
In particolare l'art. 58 stabilisce che possano beneficiare del contributo le imprese con codice ATECO prevalente 56.10.11 (ristorazione con somministrazione), 59.29.10 (mense) e 56.29.20 (catering continuativo su base contrattuale).
In fase di conversione sono stati aggiunti anche i codici 56.10.12 (attività di ristorazione connesse alle aziende agricole), 56.21.00 (catering per eventi), e limitatamente alla somministrazione di cibo, il codice 55.10 (alberghi).

Il contributo è concesso alle imprese che hanno avviato l'attività a decorrere dal 1° gennaio 2019 o a quelle già attive prima di tale data qualora il fatturato medio dei mesi da marzo a giugno 2020 sia inferiore ai tre quarti del fatturato medio dei mesi da marzo a giugno 2019.

Per accedere al contributo, il beneficiario deve aver acquistato, dopo il 14 agosto 2020, prodotti agroalimentari che valorizzino la materia prima di territorio. Per rispondere al requisito della valorizzazione della materia prima di territorio, il richiedente deve aver acquistato prodotti rientranti nelle seguenti categorie:

  • prodotti da vendita diretta ai sensi dell'articolo 4 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228;
  • prodotti ottenuti da filiera nazionale integrale dalla materia prima al prodotto finito. 

Ai fini dell'attuazione della misura agevolativa sono considerati prioritari gli acquisti di prodotti DOP e IPG e di prodotti ad alto rischio di spreco come latte 100 % italiano, prosciutto crudo DOP e prosciutto cotto 100% italiano, olio extra vergine di oliva 100% da olive italiane e/o DOP.
Il beneficiario è tenuto ad acquistare almeno tre differenti tipologie di prodotti agroalimentari e il prodotto principale non può superare il 50% della spesa totale.

La domanda

L'impresa di ristorazione può presentare la domanda di contributo attraverso il Portale della Ristorazione di Poste Italiane o attraverso gli sportelli di Poste Italiane. Alla domanda dovrà essere allegato anche copia del versamento dell'importo di adesione all'iniziativa di sostegno, effettuato tramite bollettino di pagamento, fisico o digitale.
Alla domanda è inoltre acclusa un'autodichiarazione concernente:

  1. gli aiuti complessivamente percepiti in regime "de minimis" o "de minimis agricolo" nell'ultimo triennio, incluso l'anno della domanda
  2. il calcolo dell'ammontare del fatturato medio dei mesi da marzo a giugno 2020 che deve essere inferiore ai tre quarti dell'ammontare del fatturato medio dei mesi da marzo a giugno 2019 ovvero che il richiedente ha avviato l'attività a decorrere dal 1° gennaio 2019
  3. l'iscrizione dell'attività al registro delle imprese con codice ATECO prevalente
  4. l'insussistenza delle condizioni ostative di cui all'articolo 67 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159
  5. ogni altra richiesta presente nella modulistica predisposta da Poste Italiane.

L'impresa provvede altresì a presentare i documenti fiscali (fatture e documenti di trasporto) che certificano l'effettivo acquisto e la consegna dei prodotti agroalimentari, anche non quietanzati.

L'accettazione della domanda è subordinata alla verifiche di corrispondenza tra Partita IVA e Codice Ateco del richiedente e alla completezza del corredo documentale.

Concessione del contributo

Poste Italiane trasmette al MiPAAF l'elenco dei potenziali beneficiari con specificazione del contributo da ciascuno richiesto corrispondente alle fatture presentate nella domanda.
Il Ministero, nei limiti delle risorse disponibili e sulla base dei requisiti relativi all'acquisto di prodotti agroalimentari, con proprio provvedimento determina il contributo erogabile a ciascun beneficiario. Oltre all'importo minimo di 1.000 euro, saranno ripartite le risorse residue tra i soggetti beneficiari, fino al raggiungimento del tetto massimo (10.000 euro).

Qualora il totale dei contributi richiesti ecceda le risorse disponibili, il MIPAAF procederà alla determinazione della misura del contributo concedibile in misura percentualmente proporzionale agli acquisti documentati.
Le istanze che evidenziano acquisti di prodotti DOP/IGP e di prodotti idonei ad evitare sprechi alimentari sono considerate prioritarie nell'assegnazione.

Il Ministero, sulla base dell'elenco definitivo dei soggetti beneficiari ottenuto dopo i controlli documentali e la registrazione al Registro Nazionale Aiuti (RNA) per la verifica del rispetto del massimale degli aiuti "de minimis" da parte di Poste italiane, autorizza la corresponsione di un anticipo pari al 90% del valore del contributo riconosciuto, che avverrà tramite bonifico effettuato da Poste Italiane.
Entro 15 giorni dall'anticipo il soggetto beneficiario presenta a Poste Italiane, con le medesime modalità previste per la presentazione della domanda, quietanza di pagamento degli acquisti.
Una volta acquisita tale documentazione, saranno emessi i bonifici a saldo del contributo concesso.

Il contributo non concorre alla formazione della base imponibile delle imposte sui redditi, non rileva altresì ai fini del rapporto di cui agli articoli 61 e 109, comma 5, del testo unico delle imposte sui redditi, e non concorre alla formazione del valore della produzione netta, di cui al decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446.

Controlli e sanzioni

Il MiPAAF, grazie all'attività del proprio Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF), effettuerà, nel limite minimo del 5% delle domande, le verifiche a campione relative ai requisiti soggettivi e a quelli relativi ai prodotti acquistati.
Il comma 8 dell'articolo 58 del decreto legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito, con modificazioni dalla Legge 13 ottobre 2020, n. 126, prevede che l'indebita percezione del contributo, oltre a comportare il recupero dello stesso, è punita con la sanzione amministrativa pari al doppio del contributo non spettante.
Il pagamento della sanzione, così come la restituzione del contributo non spettante, è effettuato con modello F24.

Photo by Veronica Logue


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